Agosto ..caldo ..scazzo totale ed allora ecco che parte la cazzata.

Premessa…di cose da scrivere ne avrei a dozzine, capitoli interi dedicati al pallosissimo Mondo Beta e relative cazzate, la politica con tutte le notizie del giorno, ho ancora un paio di cose in sospeso di parecchio tempo fa riguardo a Dio ed alla morte (argomenti allegri insomma). In pratica…argomenti per spaccare gli zebedei ai pochi lettori (anzi lettrici a quanto ho notato..e qui c’è anche materia su cui scrivere..ma più avanti) ne ho parecchi.

Eppure  fa caldo..non ho voglia di filosofeggiare se è meglio una sega con la destra o la sinistra..questo lo lascio al guru dei Beta, non ho voglia di pensare, voglio solo liberare la mente, una specie di vacanza.

Ed allora ho ricordato una cosa che mi era successa tanto tempo fa e che avevo scritto su un altro sito.  Ulteriore premessa per chi si fosse connesso solo recentemente ed non ha avuto voglia o tempo di leggersi un pò di storia di Bibiebibo. Il sottoscritto, oltre a scrivere su questo blog, ha avuto un passato da discreto frequentatore di zoccole (sinonimo che a me piace usare..ho scritto anche un post su questo..) ed in questa veste scriveva anche su siti dove ci si scambiava informazioni particolareggiate su questi incontri: le famose “recensioni”.

Nulla a che vedere con quello che pensate, non riguardavano i film o altro…erano le descrizioni abbastanza precise ed inquadrate di quanto era successo durante l’incontro mercenario. Ora … non voglio andare a sfragugliare oltre nell’argomento pruriginoso e passo quindi al succo.

Quello che descriverò è stato un mancato incontro, qualcosa che poteva essere e non è stato. Lo descrissi così anche allora (parlo di qualche anno fa..forse cinque o sei o probabilmente di più). Devo ammettere che avevo uno stile tutto mio nel descrivere queste cose.

Le cose andarono così.

Era un pomeriggio afoso ed assolato come solo lo sono i pomeriggi estivi milanesi; quelli che ti fanno cantare azzurro di celentano, quelli che sudi solamente con il pensiero.

Finiti i miei impressionanti impegni prima del tempo (il cliente mi aveva telefonato che non sarebbe venuto..e quindi non ho un cazzo da fare) mi ritrovo con un pomeriggio da riempire. Torno a casa prima del tempo? No, non se ne parla.

Allora agenda di lavoro e vediamo cosa c’è. All’epoca una delle “blue chips” del borsino della patata era tal Michelle, la zona mi era comoda, due soldi in tasca mi erano rimasti, ok investo in borsa.

Telefonata di rito, gentile, voce un po’ scazzata  ma col caldo che faceva mi sembra il minimo. Ci accordiamo sui rispettivi desiderata; economici i suoi, prestazionali i miei. Mi avvio verso il luogo indicatomi. Arrivo e richiamo come da istruzioni, attimo di attesa e poi mi dice di attendere qualche minuto.

Ora, richiesta legittima e per nulla strana però con 48° all’ombra il risultato è che dopo due minuti avevo le mutande che erano diventate una seconda pelle e la camicia che  metteva in risalto tutto il mio possente torace..nei minimi dettagli. Comunque ormai ci sono, richiamo e mi dice di salire. Finalmente!

E qui commetto un errore tragico, comincio a salire con la baldanza del garibaldino a Marsala, al secondo piano comincio ad avere dei problemi respiratori, al terzo vedo la Madonna, al quarto penso che sia giunta la mia ora quando vedo San Pietro ma per fortuna è solo un inquilino che scende. Arrivo barcollante ed in apnea totale all’ultimo piano, penso il quinto o sesto.

Sì la fanciulla riceve al quinto o sesto piano senza ascensore. Sono totalmente fradicio, senza più un goccio di liquido corporale eppure sudo come una fontana, respiro come un mantice  a pieno regime (umidità 95%). Suono e mi apre la fanciulla.

Bella nulla da dire. Entro e dico “Ciao” o meglio penso di dire “ciao” mentre invece esce un sibilo privo di significato. Nel mentre la fanciulla mi elenca il menù della casa e relative specialità. Il sangue comincia ad affluire al cervello e quindi mi accorgo che esiste una notevole discrepanza tra il menù e quanto concordato telefonicamente.

Lo faccio presente alla signorina, la quale mi dice candidamente che oggi per meno non lavora. In pratica per “una cosa tranquilla..ect. ect. “ (il resto lo sapete..) mi spara 300 euro. Fortunatamente il sangue è affluito prima al cervello che al pisello e decido che è meglio girare i tacchi ed andarmene. Ricordo ancora adesso il suo viso imbronciato mentre chiude la porta e mi dice un “ok, ciao” che in realtà voleva dire

“bruttostronzomaquandoticapiteràdiscopartiunaltragnoccacomenellatuavita?”.

Mi ritrovo sul pianerottolo e comincio la discesa del K2 in evidente affanno. Arrivo finalmente al campo base ed accendo il condizionatore dell’auto…aria…respiro.

Da quel giorno ho deciso che la borsa non fa per me. Troppo volubili i prezzi delle blue chips  della patata.

La domenica è solitamente una giornata abbastanza noiosa e monotona. Non succede mai nulla di particolare (almeno..a me capita spesso di viverla così). Se c’è bel tempo, la mattina capita di fare due passi in centro, si prende il giornale e si spara due cazzate con gli amici che si incontrano quasi sempre solo in questi giri mattutini.

Oggi è andata come al solito…. per una parte ma poi ha preso una piega imprevista.

Antefatto. Io sono stato in tailandia in vacanza con mia moglie ed ho apprezzato, oltre la cultura di quel popolo anche i favolosi massaggi. Anzi, probabilmente sono favolosi perchè si compenetrano con la loro cultura. Quando sono tornato non ho fatto mistero di questa mia passione. Dopo una giornata passata al mare, alla sera si passeggiava e si cazzeggiava un pò ed alla fine si  finiva in un centro massaggi dove con mia moglie ci sparavamo un massaggio. Talvolta era quello ai piedi, altre quello con l’olio oppure il thai massage classico. Una volta ho fatto il massaggio al viso… mi sono addormentato. E tutto questo l’ho raccontato una volta tornato ai soliti amici cazzeggianti domenicali.

Stamattina ho incrociato uno dei soliti, mi son fermato e l’ho salutato come tutte le altre volte.

Risposta: ma vaffanculo!

Ora… io non mi formalizzo,uso spesso un linguaggio terra terra, da quando Zavattini ha traghettato “cazzo” in radio, non mi faccio certo un problema ad usare tale parola. Tra amici ci saluta anche in maniera goliardica e quindi ci sta tutto, anche un vaffa…però con il tizio in questione non c’era mai stato “quel” livello” di amicizia. Noi piemontesi abbiamo delle ferree regole riguardo ai gradi di amicizia. Ci sono gli “Amici Veri”,gli “Amici”, gli “amici”, i “conoscenti” ect ect sino a quelli che non caghi neanche se ti cadono dal terzo piano.

Tornando all’amico di cui sopra, gli chiedo “c’è qualcosa che non va?” Ed ecco la risposta.

Qualcosa non va? Pirla io a stare ad ascoltarti, tu e le tue cazzate. Ti ricordi che mi avevi rotto i coglioni a morte con i tuoi massaggi tailandesi “e l’olio e senz’olio ect ect” e mi avevi detto “devi provarli, è una cosa fantastica”? Bene, ieri (N.d.R. sabato per chi legge) ero con mia moglie in giro e non sapevamo cosa fare e per caso siamo capitati davanti ad un negozio che non avevo mai visto. C’era scritto “Centro massaggi orientale. Thai massage”. Ho guardato mia moglie a cui avevo riportato tutti i tuoi racconti e le ho detto “ci buttiamo? proviamo?”. Incuriosita anche lei non ci abbiamo messo molto e siamo entrati.

C’erano delle ragazze orientali ed una serie di stanze tipo loculi,una ragazza ci ha chiesto che massaggio volevamo: mia moglie ha scelto il massaggio rilassante ed io (pirlaaaaa) il massaggio tailandese tanto decantato.

Ci hanno fatti accomodare in due loculi diversi e la massaggiatrice mi dice di spogliarmi e sdraiarmi sul lettino. Fiducioso ho eseguito e mi sono messo in mutande sul lettino. Ad un certo punto la ragazza si avvicina e sottovoce mi dice che il massaggio thai completo costa un pò di più. Le chiedo quanto ma mi dice di parlare piano. I loculi non arrivano sino a soffitto e quindi quello a fianco può sentire quello che si dice. Presumendo che il parlare sottovoce sia per non disturbare l’atmosfera del massaggio, sottovoce le chiedo quanto di più e mi accordo per il massaggio “completo”.

Mi risdraio e con grande sorpresa vedo che la ragazza comincia a spogliarsi e resta anche lei in mutande…A dire il vero non so cosa dire o fare. Nel loculo a fianco c’è mia moglie e non vorrei fare figure, magari si usa così. Comincia a massaggiarmi la schiena partendo dai piedi e mi rilasso perchè penso di aver frainteso. Ad un certo punto mi toglie le mutande e comincia un massaggio semi prostatico ed a questo punto sono nel panico. Dopo un pò mi dice “gilale” e lo faccio con evidente imbarazzo perchè qualcosa si era mosso.

La ragazza si sdraia su me e comincia a toccare a destra e sinistra. Io vorrei fermarla ma ho una paura bestia che si senta qualcosa e che all’improvviso appaia mia moglie. In parole povere, la ragazza mi fa una sega. Finito mi ripulisce e mi chiede sottovoce se è piaciuto. In realtà è stata la sega più sofferta della mia vita ma le sussurro “sì” e mi rivesto al volo.

Esco e mia moglie esce poco dopo dal loculo. Ho paura di chiederle cosa cazzo è successo ma mi anticipa dicendo che è stato molto rilassante: “dovremmo tornare” mi dice ed io la guardo con terrore.

Ecco cosa c’è che non va!  Pirla io a darti retta, coglione che non sei altro!

A questo punto io ero già piegato in due dal ridere. Con calma gli ho spiegato che i massaggi gli avevo detto di farli SE andava in tailandia, non in italia e che per il resto io non sapevo neanche che c’erano posti così (balla clamorosa…come ex puttaniere ed attuale frequentatore di forum di puttanieri, so perfettamente che esistono luoghi così tristi).

Ecco come si è manifestata una piacevole eccezione rispetto alla solita noiosa mattina domenicale.

Siccome siamo in una democrazia dove c’è ampia libertà di stampa e quindi non c’è pericolo che i video con le dichiarazioni della D’Addario spariscano come neve al sole …ho pensato di riproporli.

Una piccola letterina a Silvio…

Silvio, caro amico puttaniere di lungo corso, devi stare tranquillo ed ammettere le puttanate che fai. In ogni caso sono meno gravi delle puttanate che dici…tipo quella del milione di posti di lavoro. Rilassati e pensa a Clinton, lui per un pompino a momenti perdeva la Casa Bianca, tu per un pompino hai dovuto fare solo una Ministra e rischi di perdere Villa San Martino ma ne hai altre di residenze .. in sardegna, ai caraibi…ad hammamet…

incorporato da Embedded Video

Questa è una storia che non ho mai raccontato a nessuno, l’ho scritta ed inserita in altro luogo ed ora la ripropongo perchè è Natale ed è bello sapere che siamo tutti felici e contenti.

Budapest 1990. Gruppo di italiani in gita. Si ride e si scherza, il comunismo è finito e nessuno mangia più bambini, anzi si beve e si mangia parecchio. Locali carini dove si spende poco oppure i ristoranti degli alberghi. Belle ragazze ovunque ed allora dopo vuoi non andare a scopare?

Dove si può andare? Non c’è che l’imbarazzo della scelta, si inizia ad andare in un topless bar..mi pare “PINKY qualcosa”. Il buttafuori 0 buttadentro ci fa strada, il locale fa abbastanza schifo, ci fa salire al piano superiore e ci troviamo in uno stanzone con una serie di divani alle pareti ed in mezzo una specie di palcoscenico rotondo dove si esibisce una tizia bionda seminuda.

La tipa si muove, si agita, si lecca le labbra e si strofina tutta, ha un’espressione intensa come di qualcuno che pensi alla pasta e fagioli. E’ molto eccitante e poi noi siamo in quattro.

Che cosa vuoi fare? Allora si prende un taxi. Le ragazze che ti fermano per strada le lasciamo perdere. Non mi era mai successo di essere abbordato per strada e quindi capisco che non devono essere missionarie o testimoni di geova. Questo anche dall’abbigliamento “sportivo”.

Il taxista annusa il “buzines” e ci propone un posto ad hoc. In pratica una specie di locale privato dove si può trombare in tutta tranquillità con servizio in camera. E vada per la trombata. Posto fuori mano, in villaggio poco distante. Ci guardiamo,in fondo siamo in quattro …ok si va senza paura di sorprese.

Si parte e cominciamo ad uscire da Budapest. Bello il Danubio con il ponte delle catene illuminato ed il bastione che sovrasta la città. Dopo circa una mezz’ora o forse più arriviamo in un paesino fuori città. Puntiamo verso un villino fuori mano. Tutto spento, non c’è anima viva. “Cazzo! Qui si mette male, ci fanno il culo a quadri” è quello che pensiamo tutti e quattro.

Niente di più sbagliato. L’amico tassista suona e subito ci apre un tipo coi baffetti da sparviero tutto sorridente mentre la casa si illumina d’immenso.

“Italia?” Sì certo. “Bene bene italia bella, mangiare buono” Ok siamo capitati nel solito posto “italiani brava gente”. Ci sono altri due omaccioni molto meno cordiali che non passano dalla porta ma abbiamo capito che sono la security del posto.

La location è scarna ma in ordine. Salottone con divani e poltrone molto comode. Ci accomodiamo e ci offrono da bere e degli stuzzichini. No grazie…si vorrebbe trombare, caso mai dopo. Parola magica! Il tipo estrae da un cassetto un book fotografico e ce lo passa entusiasta. Nel book ci sono le foto di varie fanciulle più o meno svestite, a fianco tariffario in varie monete. Si accetta tutto, penso che in mancanza di monete ufficiali si possa pagare anche con vestiti od orologi. Oltre alle tariffe sono specificati anche i “servizi” offerti dalla casa.

A parte prenderle a calci in faccia, c’è di tutto. Forse anche quello è compreso ma bisogna chiedere a parte…Sarà l’alcool, sarà che come sempre il branco prende il sopravvento sul singolo, mi ritrovo in una stanza semibuia con una tizia che ho “scelto” dal book.

“hello how are you?” è il mio classico inizio, lei mi risponde in ungherese stretto cioè un accozzaglia di lettere mischiate a caso con una maggioranza di consonanti. Capisco che il cosiddetto “social time” sarà limitato al minimo indispensabile e forse ho già esagerato.

Ci sdraiamo su di un letto con lenzuola che hanno sicuramente visto tempi migliori e spero che da queste parti l’Indesit o la Candy siano già arrivate. Non vedo quasi un cazzo e cerco di accendere la luce. Lei si agita e mi dice qualcosa che non capisco ma che dovrebbe suonare come un “no” o qualcosa di simile.  Lei presumo si sia spogliata e comincio anch’io con grosse difficoltà. Provo a continuare a luci spente ma non riesco a venire a capo di nulla, complici anche le abbondanti libagioni.

Alla fine mi rompo i coglioni ed accendo la luce. Lei si copre subito ma non è stata veloce. La guardo e lei mi dice qualcosa sottovoce mescolando sempre consonanti e vocali a caso. “Non capisco..cazzo !” però non sono cieco.  Le sposto il lenzuolo. Ora ho visto bene.

E’ coperta di lividi sulle gambe e sulla schiena. Non grossi, non evidentissimi ma tanti, troppi. Alcuni scuri altri più giallini. Lei mi dice qualcosa d’altro ma non ha molta importanza, le faccio segno di stare zitta. Guardo meglio, dietro le ginocchia ci sono dei segni di bruciature. Lo stesso sui piedi. Lei comincia a piangere. La copro e mi alzo; aspetto ancora una decina di minuti fissando un muro pensando a cosa fare. Alla fine la saluto ed esco.

Scendo e trovo uno dei altri che è già seduto su di un divano e dalla faccia bianca che ha capisco che anche lui non deve avere avuto una bella esperienza ma è perchè ha tirato su anche l’anima invece di trombare. Mi siedo vicino a lui ed aspettiamo gli altri due . Loro arrivano insieme, avevano scelto una quadriglia. Ridono contenti scendendo le scale. Salutiamo l’omino con i baffetti che ci invita a tornare perché “italiani bravi”.

In taxi non parlo molto, anzi per nulla. Torno nella mia camera nel mio bellissimo hotel ma non mi sento molto bene. Faccio una doccia ma non mi sento molto pulito dopo. Vado a dormire ma non dormo molto bene. Il giorno dopo si riparte per l’Italia, la vacanza è finita.

Ho impiegato un bel po’ di tempo a digerire e metabolizzare la stanza nella casetta “italiani brava gente”. Col tempo me ne sono fatto una ragione. Del resto ognuno ha la libertà di scegliersi la vita che vuole……così dicono..

Di questi tempi di sicuro ci sarà chi insorgerà: “potevi fare…dovevi fare…” e stronzate simili. Oppure si cospergerà il capo di cenere per la “povera” fanciulla.  Cosa si poteva fare è stato fatto e questo basti.

E’ Natale, siate felici e contenti, regalate un pensiero a chi sta male e questo vi faccia stare meglio.

Tanto tra una ventina di giorni è tutto finito e si ricomincia.

Oggi ho letto il testo del ddl della Carfagna e l’ho confrontato con la bozza presentata a suo tempo. Giusto per capire se il neurone solitario in questi mesi avesse prodotto un minimo di energia.

Potete trovare il testo del ddl qui :

http://www.maracarfagna.net/index.php?option=com_content&task=blogsection&id=1&Itemid=9

ed il testo della bozza qui:

http://www.nonprofitonline.it/static/allegati/ddl_prostituzione_040708.pdf

Vediamo le differenze.

L’art 1 del ddl è stato cambiato (sì…il neurone ha lavorato..poverino..si sarà stancato e quindi non aspettiamoci colpi di genio a breve da parte della Carfagna).

Nella prima stesura veniva introdotta la figura dell’”accertatore del valore di mercato immobiliare degli affitti”. Una follia che avevo già segnalato in un mio precedente sproloquio dopo aver letto le stronzate della bozza. Ma vi immaginate come potesse essere “discrezionale” e totalmente “arbitrario” l’operato delle forze dell’ordine con la modifica proposta dalla Ministra? Le leggi SI devono modificare per adeguarle allo sviluppo economico e culturare di un Paese (vedi l’abrogazione del delitto d’onore) ma bisogna fare attenzione; non si scherza con la vita delle persone. Stessa attenzione, anzi molta di più bisognerebbe avere per le tanto sbandierate modifiche costituzionali. La sola idea che tipini a modo come il buon Calderoli o LaRussa ci mettano mano…..mi preoccupa un pò. Speriamo nella provvidenza divina o nello tsunami.

Tornando ad esaminare l’art. 1 devo dire che sono sorprendentemente d’accordo con la ministra! Niente da eccepire sia sull’entità delle pene che sulle modalità con l’eliminazione della punibilità solo dopo la reiterazione del reato che non mi sembrava molto intelligente visto che esiste già l’istituto della “condizionale”. Forse l’unica cosa che si potrebbe dire è che la punibilità della prostituta mi sembra in contrasto con lo spirito della legge. Se si vuole contrastare la prostituzione stradale e lo sfruttamento derivante, mi sembra abbastanza strano che la “sfruttata” sia punita ulteriormente con la detenzione o pene pecunarie. Ma va bene così…il neurone è uno solo e magari ci scappa qualche piccola modifca futura con qualche ministro un pò più dotato.

Dove il neurone (o molto più probabilmente qualche oscuro scribacchino che scrive per la Carfagna e corregge le sue bozze) ha lavorato molto è sull’articolo due. Infatti l’ha tolto del tutto! Era veramente una cagata pazzesca come direbbe Paolo Villaggio aka Fantozzi. Io già mi immaginavo che polveriere sarebbero diventate le assemblee condominiali. Chi ha un pò di pratica, vuoi perchè condomino od aministratore, sa che già ora sono luoghi d’imboscate ed aggressioni, verbali o fisiche; figuriamoci cosa sarebbe successo con l’introduzione dell’articolo della bozza!

Assemblea tipo:

sig.ra Tarocci- inquilina terzo piano scala C :”Amministratore, l’inquilina del secondo piano è una puttana!”

sig. Baldracci – proprietario dei locali del secondo piano: “ Suo marito è sempre da lei a bere il caffè…” e così via….con lancio successivo di coltelli ed impiego di lacrimogeni da parte del segretario dell’assemblea per riportare la calma mentre i condomini della scala B ingaggiavano un corpo a corpo per dirimere la controversia riguardante l’uso del terrazzo condominiale sopra i box : campo di pallacanestro o giardino pensile stile babilonese.

Ora l’art. 2 è molto più “circonciso”…(sì lo so…però mi piace di più così..). In pratica è l’art 3 della bozza con l’aggiunta di una cosa che non ho capito bene e precisamente questa parte :

“Chi compie atti sessuali con minori in cambio di denaro o qualunque tipo di utilità, anche non economica,anche solo promessi, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con la multa da 1.500 a 6.000 euro.”

Cosa vuol dire “solo promessi”? Prometto che ti scopo? Mah…deve essere un lapsus freudiano, magari è qualcosa che le è stato detto in passato quando frequentava il modo delle veline e modelle..e da lì ecco la punibilità delle vaghe promesse. Sembra quasi che sia peggio la promessa del compimento dell’atto sessuale. La ministra mi trova d’accordo sul resto ma il neurone dovrebbe lavorare per rendere un pò più decifrabile questa parte.

L’art.3 è il quarto della bozza e mi piace, anzi mi sarei spinto più in là con le pene perchè chi sfrutta va punito severamente. Piuttosto mi sarebbe piaciuto un chiarimento normativo molto importante e cioè cosa si intende per “agevolazione” e “favoreggiamento”. E’ una zona d’ombra che crea situazioni imbarazzanti e lo dico per esperienza diretta e perchè ci sono “dentro” come si suol dire. Non fraintendiamo. Ci sono dentro perchè ho un sito dove si discute di prostituzione o meglio dei servizi delle prostitute. Ora, se la prostituzione è legale, il discuterne o il raccontare le proprie esperienze con prostitute non crea problemi. esistono forum dove si parla di automobili e ci si scambiano opinioni, pareri, valutazioni sulle varie auto e questo è lecito perchè le automobili sono un amerce di libero commercio. Ustia…in che ginepraio mi sono cacciato! Va beh.. lo so che è spiacevole dirlo ma alla stessa stregua se è lecito vendere macchine ed è lecito vendere il proprio corpo, allo stesso modo è lecito discuterne e parlarne in un forum. Però…però esiste un problema ed è quello che talvolta il parlarne può far scattare l’idea del favoreggiamento o agevolazione se esiste la possibilità di uso a scopo pubblicitario e promozionale dei servizi delle prostitute. In pratica per i neofiti è come se in un forum di auto ci fossero degli utenti “finti” pagati dalla Fiat o dalla Ford per elogiare le prestazioni delle rispettive auto. Ecco..questa zona d’ombra andrebbe chiarita ma penso che non è stato fatto apposta. Continueremo a farci due palle così per tenere sotto controllo gli utenti dei vari forum.

L’art. 4 è solo un articolo di giro finanziario per il reperimento dei fondi.

In conclusione, la Ministra non ha fatto un brutto lavoro ma non ha risolto una beata fava perchè il problema principale non è stato toccato. Il nocciolo della questione è semplice: la prostituzione è legale sì o no? Se no, va perseguita sia chi la esercita che il cliente ma OVUNQUE e non solo all’aperto (occhio non vede cuor non duole…tipico atteggiamente piccolo borghese di stampo cattolico). Se invece è legale, va regolamentata in TUTTE le sue forme ed espressioni, con tanto di legittimazione sociale come qualsiasi altro lavoro. Con buona pace del Papa. La strada è ancora lunga, questa regolamentazione in realtà è il classico papocchio italico servito con salsa elettorale.

Risultati che otterrà? Prevedibile boom degli affitti nelle grandi città e sviluppo di case chiuse clandestine (che per la cronaca ci sono già) con l’aggravante che potrebbe crearsi un mercato parallelo ancora più ”crudo” e remunerativo per le organizzazioni criminali. Perchè? Perchè sia chiaro a tutti che tira più un pelo di figa che un carro di buoi e quindi ci sarà sempre qualcuno disposto a spendere ed ecco allora che la “merce” sarà servita in altro modo. Troppo pessimista? No, realista perchè conosco abbastanza bene il ”settore” essendone stato un fruitore “notevole”.
Qui allego anche il video della conferenza stampa…per palati forti.

Conferenza stampa sulla prostituzione dei Ministri Carfagna, Maroni e Alfano consiglio110908

ed anche un altro video della ministra.. non so se resterà in rete per molto, molti video sono già spariti…potenza di essere ministri!

prostituta
meretrice, passeggiatrice, peripatetica, mondana, etera, puttana, malafemmina, cortigiana, donna di facili costumi, squillo, lucciola, call girl, troia, zoccola, baldracca.

Questi sono alcuni sinonimi di “prostituta” che ho trovato (molti li conoscevo già..).

Perchè ho fatto questa ricerca un pò stupida? Perchè è da un pò che mi arrovello su quale possa essere il termine “political correct” per definire una prostituta. Qualcuno potrebbe dire che “prostituta” va benissimo così senza tante altre menate ma in realtà volevo arrivare ad un termine “condiviso” anche da chi “prostituta” lo è.

Le mie frequentazioni nel campo della prostituzione mi hanno fatto capire che il termine “prostituta” non è proprio il più accettato e ben voluto da chi pratica. Anche se ora la prostituzione non è reato nessuna si qualifica in tal modo; si ricorre ad altre forme (girls…ect ect.)

“Meretrice” mi sembra un pochino datato come anche “passeggiatrice” mentre “peripatetica” mi fa lo stesso effetto di “operatore ecologico” cioè ridicolo, senza contare che mi ricorda anche gli studi di filosofia.

“Etera” ho dovuto andare a cercare sul dizionario cosa vuol dire e quindi non penso sia adatto, troppo sofisticato ed elitario. Anche “mondana” mi ricorda tempi lontani,titoli di giornali e foto ingiallite di cronaca nera.

“Puttana”..beh è un classico sempre sulla cresta dell’onda, usatissimo dai frequentatori a cui piace molto, gradimento non reciproco. Queste sono ovviamente sensazioni basate sulle mie frequentazioni, non ci sono “studi di settore” che possano avvalorare la mia tesi. Se qualche rappresentante del settore vuol dire la sua…ben venga.

“Malafemmina” lasciamo perdere, oramai identifica solo una bellissima canzone del Principe.

“Cortigiana” e “donna di facili costumi” penso siano usate solo dai “benpensanti”, quelli che ci vanno ma non lo dicono e poi si inventano crociate contro le “cortigiane e le donne di facili costumi”.

“Squillo” o “Call girl” bello, semplice ed immediato e forse uno dei miei preferiti perchè tutto sommato non ha alcuna valenza “negativa”.

“Lucciola” è quasi romantica ed ingenua, ”mamma, mamma..ieri sera io ed il papà siamo andati per lucciole…io ho preso quelle piccole mentre lui ne ha trovata una grande ma che non brillava..”. E’ un termine decisamente carina ma poco usato e non capisco perchè. Gli unici che lo usano sono i giornalisti quando fanno qualche speciale sulla prostituzione, forse proprio perchè è soft.

“Troia” è un must, quello che contende a “puttana” il primo posto in classifica. C’è una certa compiacenza e soddisfazione nel pronunciarlo, almeno così pare. Per niente apprezzato delle dirette interessate.

“Baldracca” è caduto in disuso, non si sente quasi più e non ne sento la mancanza.

“Zoccola” l’ho lasciato per ultimo perchè è il mio preferito, vince di un’incollatura su “squillo”. E’ un termine che non riesco ad immaginare in maniera offensiva, è ridanciano e mi mette allegria. Mi piace perchè spesso identifica anche qualche fanciulla che non pratica per denaro ma per piacere.

Chissà se ci sono altri sinonimi, chissà quale è il termine “politicamente corretto”. Bisognerebbe provare a fare un referendum, del resto un giorno qualche prostituta potrebbe denunciare un giornalista che l’ha indicata come “lucciola” o altro ritenendolo un termine lesivo.

Io tifo per “zoccola”.

Commentando le notizie sull’Ungheria mi sono ricordato un bel po’ di cosette di quella terra. E’ stato il primo paese oltre cortina che ho visitato e frequentato, si parla di 20 anni fa circa. Fa specie pensare che son passati 20 anni, per certi versi sembra un secolo e per altri ieri mattina.

Cmq la situazione ai tempi era molto incasinata. Il regime ungherese è stato il primo a mollare gli ormeggi dal blocco sovietico e già prima della caduta del mura a Berlino, si poteva entrare in Ungheria senza grosse difficoltà. Noi Italiani ci siamo buttati subito ma le cose migliori erano già sistemate. Americani,canadesi ma soprattutto austriaci e svizzeri si erano già piazzati mica male.

Il primo albergo era uno splendido Hyatt a ridosso del Ponte delle catene, poi c’era un ottimo Duna lì vicino, un Hilton sulla collina ed il vecchio ma affascinate Gellert con le sue piscine termali. La prostituzione era ovunque, dilagante. Ti fermavano per strada e si proponevano. Bastava uscire dall’albergo, fermarsi a sedersi un attimo fuori ed arrivavano.Alcune volte non era neanche necessario uscire. Una volta mi capitò di essere nella hall dell’Hyatt che era e penso è tuttora, sovrastata da un aereo vero. Ero in attesa del mio contatto ungherese. Ad un certo punto una ragazza, carina, bionda, seduta ad un tavolino poco distante si mette a fissarmi ed mi chiama o meglio con il dito mi invita ad avvicinarmi. Un po’ rincoglionito e stupito mi avvicino e questa molto gentilmente ma molto chiaramente mi dice in un inglese perfetto che lei e la sua amica sono due prostitute che hanno una camera in albergo e che se voglio passare la serata con lei o con entrambe di chiamarla e mi dà il numero della camera! Un’organizzazione perfetta!

Che si potessero portare ragazze in albergo era chiaro anche ad un cieco ma il portiere si prendeva una percentuale. In pratica funzionava così: la ragazza entrava e consegnava il passaporto, quando scendeva per riprenderselo doveva pagare. Queste due furbe avevano aggirato il problema e si erano prese una camera.

Quasi tutte le ragazze intorno gli alberghi erano russe, ucraine,moldave o in ogni caso non ungheresi. Le ungheresi battevano in altri luoghi. Molto gettonato era il casinò con relativa disco con superba vista. Qui ricordo una ragazza veramente stupenda ma talmente gelida che mi spense ogni fantasia appena aprì bocca e da lì nacque la mia diffidenza verso i frigo balcanici.

Le locali lavoravano anche nei primi ridicoli sexy bar dove i polli (noi ovviamente) andavano a farsi spennare per una palpatina ed una sbirciata ad un topless bar. Con dei colleghi abbiamo fatto un piccolo tour di questi locali; due pessimi, uno così così ed uno veramente divertente ma non per lo spettacolo ma per l’ambiente, sembrava di essere in un vecchio saloon americano.

Poi c’erano anche altri posti ma di questi parlerò in un altro momento.

Il market o meglio il racket della prostituzione era già ben oliato. Le ragazze venivano prelevate in russia,ucraina ect ect da loro compatrioti con la scusa di fare una gita; come rinunciare ad un giro nel paese comunista più occidentale che c’era? Impossibile resistere. Superata la frontiera la trafila era sempre la stessa:passaporto in mano ai tizi che le passavano alla mafia locale che si occupava delle location e cioè di dove mettere ste tipe e gli altri tornavano a prelevarne delle altre. Per riavere il passaporto era necessario una congrua somma di denaro e chi voleva capire capiva altrimenti ….capiva lo stesso.

Da racconti ho scoperto che i pappa locali avevano anche dei begli agganci in austria. Per intenderci i capoccia erano residenti in austria, austriaci a tutti gli effetti con delle belle maniglie anche nella verde e florida svizzera. Una ragazza, povera testa di rapa, si fidò di uno di questi pappa ungherese che le promise di aprire un conto in banca per depositare i suoi sudati soldi. Aprire un conto in banca in ungheria a quei tempi era una cazzata, ne ho aperto uno anch’io con una facilità estrema, aperto il conto si poteva operare via fax o telefono ed il conto era cifrato senza nominativo, in pratica si poteva riciclare qualsiasi cosa.

Tornando alla povera testa di rapa ( lo dico affettuosamente e non con cattiveria), lei depositò i suoi soldi e poi il pappa le disse che poteva anche aprirle un conto in svizzera tramite un suo amico. Risultato, soldi spariti nei meandri dei conti cifrati svizzeri. Testa di rapa piangeva come una fontana quando mi raccontò sta roba.

La struttura del racket: ex unione sovietica (luogo dove reperire la “carne” da mandare sul mercato),ungheria (scannatoio principale), austria (smistamento soldi), svizzera (cassaforte), era molto efficiente. E mi pare di capire che sulla stessa falsariga è continuata sino ad oggi, con la differenza che lo scannatoio è stato spostato, non più Ungheria ma Italia o altri paesi.

Molte volte si incontra gente che parla e discute con grande sicurezza di vari argomenti ma poi siscopre che non ha nessuna esperienza diretta e parla solo per sentito dire o per cambiare aria ai polmoni. In precedenza ho scritto dei lunghi post sulla prostituzione e quindi è ora di specificare che cosa conosco “direttamente” dell’argomento.

Io ho avuto frequentazioni come cliente in vari periodi. La prima volta risale a parecchio tempo fa, non ero un ragazzino ma avevo già un’età. Il motivo? Non so spiegarmelo perchè decisi di andare con una prostituta; col tempo me ne sono fatto una ragione ed forse ho trovato una spiegazione.

Ero in un periodo un pò particolare, molto stressato, praticamente ero ad un passo dalla laurea.Visto che ero già stressato di mio, la mia ragazza pensò di darmi una mano piantandomi in asso proprio nel bel mezzo della preparazione della mia tesi.Se dovesse mai essere individuata ed accettatata una definizione universale del termine “puttana” a tutto tondo e senza limitazioni alla sola area del meretricio, lei sarebbe in lizza per le prime posizioni. La ricordo sempre con piacere.

Partendo da questi presupposti ecco cosa avvenne: laurea, festa di laurea, regalo per la laurea ufficiale da parte della famiglia, regalo per la laurea non uffciale da parte mia (un incontro con una escort).

In pratica mi sono regalato una Mrs. Robinson. Questa fu la molla. La prima volta fu decisamente imbarazzante anche perchè ero totalmente a digiuno di esperienze e non potevo mica andare in giro a chiedere informazioni; internet a quel tempo era ancora da venire,i computers si trasportavano sui TIR e quindi le informazioni erano cartacee.

Era l’epoca d’ora dei quotidiani dove era tutto un fiorire di annunci tipo:” AAAAAAAAAAAAAAAA Abbaccanti AAAAAccompagnatrici…..ect ect”. Mai capito poi cosa volesse dire “Abbaccanti” ma ricordo distintamente questa strana parola. Le “AAAAAAAAAAA” servivano a guadagnare posizioni nella lista rigorosamente alfabetica degli annunci.

Per farla breve telefonai ad una di queste agenzie di accompagnamento e fissai un appuntamento. Una precisazione per i più inesperti o giovani. Ora le cose vanno più o meno così: si telefona, risponde la ragazza e si fissa con lei il dove ed il quando ect. ect.

Allora le cose erano un pò diverse, la prostituzione non era proprio una cosetta da ridere e le pseudo agenzie di modelle dell’epoca avevano un modus operandi diverso: si telefonava, si fissava un appuntamento in agenzia, si visionava un catalogo (a pensarci adesso mi viene da ridere a quanto sono stato pirla) e si sceglieva la ragazza che forniva solo un servizio di “accompagnamento”.

Bene, allora io fisso l’appuntamento, arrivo, scelgo, pago e vado all’appuntamento con la ragazza. La mia Mrs. Robinson era un pò diversa dalla pur splendida Anne Bancroft; aveva 20 anni, era una splendida mulatta che effettivamente faceva la modella a Milano e poi arrotondava.

Che strano..tutto questo sembra una cosa già sentita, una cosa tipo la storia delle veline e delle stelline che la danno via per avere fare carriera. Ricorda gli scandali dei party a base di sesso e droga della Milano da bere di quegli anni. E nessuno se n’è accorto? E nessuno sapeva che esisteva quel mondo? L’hanno scoperto adesso? Nessuno ha mai saputo chi, dove ect. ect. ect.? Queste sono le cose che con il tempo mi fanno capire che esiste una grande torta e tutti mangiano alla stessa tavola; tutti ma proprio tutti. Chiusa la parentesi.

Arrivo dove devo incontrare mrs. Robinson e la vedo subito. Mrs. Robison è veramente una ragazza notevole, alta quanto serve, vestita splendidamente, fisico impeccabile,un ovale perfetto. La faccio salire in auto e poi dopo una breve e rapida contrattazione andiamo a consumare. Mi è costata una bella somma, considerevole per l’epoca e sotto questo profilo è stata una delle esperienze più deficitarie nel rapporto qualità/prezzo ma la prima volta non si scorda.

Così ebbe inizio la mia frequentazione con prostitute. La cosa non ebbe un seguito immediato perchè al momento avevo altre priorità. Successivamente le frequentazioni ricominciarono; avevo un lavoro che mi portava spesso in giro e mi trovavo per le mani una discreta quantità di soldi ed ecco che si ricomincia.

Nel frattempo le cose sono anche un pò cambiate ed è più semplice il contatto. Intendiamoci, sono ancora frequentazioni saltuarie, non da forzato del sesso. Successivamente incontro quella che diventerà la donna della mia vita e tutto finisce nel dimenticatoio.Poi arrivano i forum e tutto il resto. Ma questa è storia recente, le cause diverse ed anche questa fase della vita è chiusa.

Ho scritto in un commento che non credo che la riapertura delle case chiuse sia la soluzione al problema della prostituzione, vediamo di spiegare perché.

Iniziamo da lontano e cioè con individuare le tipologie esistenti di prostitute; sì perché non sono mica tutte uguali.

Ho già scritto che la prostituzione è classista per eccellenza. Partiamo dal basso, il primo stadio è quello delle prostitute di strada; quelle che una volta erano chiamate “passeggiatrici” o “peripatetiche” con tono più intellettuale.

Oggi si chiamano “stradali” o “streets” che è il termine più in voga nei vari forum tematici. Un tempo le stradali erano per lo più italiane ed erano il risultato della legge Merlin; le prostitute buttate fuori dalle case non avevano altro luogo per esercitare che la strada. Successivamente, in tempi più recenti, la popolazione delle stradali è diventata quasi totalmente extracomunitaria con ondate successive riguardo alla nazionalità. Prima brasiliane (con una grossa percentuale di viados), poi nigeriane e nere in generale, albanesi e poi le ondate delle varie genie dell’est Europa dell’est, rumene, ucraine e moldave. Sempre più giovani e sfruttate.

Sia ben chiaro a tutti che questo segmento di mercato è soggetto ad un completo controllo delle organizzazioni malavitose. Le ragazze sono costrette a prostituirsi, non ci sono “volontarie” del sesso a pagamento.Tariffe popolari, una media di 30/40 euro a prestazione, talvolta meno e quindi contando una media di 20 clienti al giorno, si arriva a 600/800 euro giornalieri che vanno nelle tasche delle organizzazioni. E questo a prostituta; moltiplicate per le stradali che vedete nelle vostre città e vi renderete conto del giro d’affari.

Il secondo segmento è costituito dalle ragazze d’appartamento:le cosiddette “girls”. Queste ricevono in appartamenti, solitamente mono o bilocali affittati a prezzi esorbitanti da persone che di solito gravitano nel sottobosco diquesto ambiente. Qui il discorso di nazionalità si fa più variegato: le brasiliane hanno lasciato la strada e si dividono la piazza delle girls con le ungheresi , seguono le altre nazionalità. In questo settore si trovano anche italiane abbastanza facilmente. Sfruttate? In parte sì ma non nella totalità. Ci sono sempre più casi di gestione autonoma od addirittura di cooperazione tra più prostitute.

Tariffe che oscillano dagli 80 a 150 euro a prestazione. Un discorso diverso sono le cinesi che al momento sono le autentiche schiave del sesso a pagamento, costrette sotto la rigida sorveglianza della mafia cinese a prostituirsi per poche lire in appartamento; in sostanza prezzi simili alle stradali.

Poi ci sono le escorts che ricevono su appuntamento o magari non ricevono proprio e fissano l’appuntamento direttamente in albergo. Esiste una fascia intermedia di escorts che fa entrambe le cose e qui le tariffe oscillano da 200 a 500 a prestazione a seconda del tempo mentre le escorts che non ricevono arrivano a cifre sicuramente più elevate, tipo 1.000 euro o più per una cena e dopocena.

Finito? No, c’è poi un genere un po’ anomalo, le “no-prof” ovvero le prostitute che non lo fanno di mestiere ma che ogni tanto arrotondano mettendo annunci sui giornali oppure mediante il passaparola. Tariffe spesso simili alle altre, la differenza sta nella stupida illusione del cliente del frutto proibito e non accessibile a tutti. Poi c’è tutto il settore “simil – Corona” e cioè il settore modelle ed attricette. Poi ci sono anche le cortigiane di alto livello (ma questo è un settore molto molto ristretto e quindi lasciamo perdere…).

Ora che abbiamo eseguito una mappatura delle prostitute vediamo cosa succederebbe con la riapertura dellecase chiuse. Partiamo dall’alto ora. Pensate che il settore “simil-Corona” e cioè le attricette e modelle entrerebbero in una casa chiusa lasciando le possibilità di carriera, scrivendo sulla carta d’identità “professione: prostituta”? Io penso di no. Magari allora la segretaria che arrotonda potrebbe chiedere l’aspettativa o magari fare un part time: mattino in ufficio e poi il resto della giornata in casino. No, non riesco ad immaginarmi neanche questa eventualità.

Forse allora sarà l’escort da 1.000 euro a sera che andrà in casino. No, aspettate un secondo. Lei mica dichiara ora che percepisce questi soldi mentre se entrasse in casino dovrebbe pagare le tasse. No, penso che neanche lei entrerà in casino volentieri.

Magari allora saranno le “girls” quelle d’appartamento che tanto sono già abituate a stare chiuse. Strano però, per liberarle bisogna rinchiuderle un’altra volta. Mi sono dimenticato delle stradali, ecco qui sicuramente tutte queste ragazze che arrivano dai paesi dell’est non vedono l’ora di poter entrare in un bel casino italiano dove saranno al caldo ed avranno anche la previdenza sociale e l’assistenza medica. Sai che effetto quanto torneranno a casa per le feste e diranno con orgoglio: “faccio la puttana in un casino italiano, organizzato e con la benedizione dello Stato Italiano, gran bel paese”.

Ecco questo è il quadro che mi sono fatto riguardo agli effetti dell’eventuale riapertura delle case chiuse: sempre e solo le più disperate e sfruttate saranno le sfruttate delle case e saranno sfruttate dallo Stato.

La terza parte sul tema doveva essere un’altra. Inizialmente avevo pensato di raccontare come si puòiniziare ad andare con una prostituta.

L’idea mi è venuta perchè ho notato che molti negli ultimi tempi parlano, scrivono, discutono riguardo ai problemi derivanti dalla prostituzione ma quando si arriva alla domanda fatidica “tu ci sei mai andato?” ecco fioccano i “no..ma figurati..ci mancherebbe”.

Partendo da questo presupposto mi sembrava onesto dire che invece io ho frequentato delle prostitute. Da lì si poteva anche iniziare a discutere sul perchè ed il per come. L’argomento non l’abbandono ma ora mi preme parlare di un’altra cosa. Oramai sembra che la maggioranza degli italiani sia favorevole alla riapertura delle case chiuse (sic…cioè in pratica si vuole chiudere le case aperte delle attuali professioniste..).

Mi piacerebbe conoscere i motivi, quelli veri però e non i soliti motivi da intervistati. Vediamo se mi riesce di indovinarli. Definiamo prima di tutto il target a cui ci riferiamo per questa operazione. Supponiamo che il campione sia pure completo e ben assortito: uomini, donne, giovani ed anziani, destra e sinistra ( per i centristi mi spiace ma faremo un sondaggio a parte…il bipolarismonon li considera..). Se consideriamo che la maggioranza dei sondaggi effettuati ha dato percentuali “bulgare” in favore di una riapertura direi che siamo diventati un paese decisamente aperto e moderno.

Vediamo di capire i motivi:

togliere la prostituzione dalle strade ed evitare così che le povere siano sfruttate dal racket, creare un luogo dove possano essere controllate anche sanitariamente in modo da evitare l’espandersi di delle malattie, un maggior controllo sull’immigrazione, pagherebbero anche le tasse… ect ect. ect.

Traduzione:

tirate via le puttane da sotto casa mia perchè se no mi si svaluta la casa ed lo stesso vale per la zoccola del quarto piano. Fuori dalle palle in un posto chiuso così non sono imbarazzanti, occhio non vede e cuor non duole. mettetele in casa e controllatele così se mio marito ci va non prende malattie (oppure così se ci vado non becco malattie..). In un posto così potrei andarci senza problemi. Sarebbe “normale” e non avrei più sensi di colpa. Ste zoccole caccino fuori anche loro i soldi che ci succhiano. Calmeriamo anche i prezzi così…

Dite che non ho indovinato i motivi “reali”? In fin dei conti se in Italia si stimano circa 9 milioni di clienti più o meno regolari, si può dire che un 15% della popolazione va a puttane e se consideriamo la sola popolazione maschile questa percentuale sale al 30%. Viste queste cifre, non è poi così difficile ottenere sondaggi favorevoli. Pensateci però…..uno su tre degli uomini va a puttane, quanti lo dicono?

Una riflessione alle signore sposate e signorine fidanzate:statisticamente o vostro marito (fidanzato) o vostro padre o suocero va a puttane. La statistica non lascia scampo.

Buona giornata.

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