Mi hanno sempre fregato gli occhi.
Gli occhi delle donne intendo. Se di una guardavo il culo, le tette o altro non c’erano mai problemi. Se mi fissavo con gli occhi sono sempre stati guai.
Intendiamoci, guai piacevoli dopo tutto ma sempre guai. Negli altri casi è andato tutto abbastanza nella norma; alcune volte è andata bene, altre volte no ma tutto in maniera normale senza grandi storie.
Prendiamo ad esempio una delle prime volte dove sono stato inguaiato da un paio di occhi.
Eravamo tutti e due agli inizi, mica esperti. Età? Mah…intorno ai 15/16, quindi quella stupida che ti fa fare le cose più strane. E di cose strane ne ho fatte.
Chi era lei? Era una ragazzina bionda, parafrasando Paolo Conte …
“Quelle bambine bionde
con quegli anellini alle orecchie
tutte spose che partoriranno
uomini grossi come alberi
che quando cercherai di conviencerli
allora lo vedi che, sono proprio di legno”.
Era proprio carina, non certamente bellissima ma un tipo. Snella se non magra e con un buchino tra gli incisivi. La chiameremo… Sonia, tanto un nome vale un altro.
Sonia abitava non propriamente dietro l’angolo di casa e quindi dopo che abbiamo iniziato a frequentarci ho iniziato a fare kilometri e parecchi quasi quanti quelli descritti dal grande Nicola Arigliano qui.
Ed ogni tanto anche con lo stesso risultato.
Però non pesavano, anzi. Sonia aveva problemi a casa. Una situazione non propriamente perfetta, in famiglia non si respirava un’atmosfera da “Mulino Bianco”. Ma lei aveva una testa che a sbatterla contro un muro si facevano dei danni al muro. Era anche molto dolce…quando voleva e non capitava spesso.
Ora direte…ma che cazzo te lo faceva fare di andare dietro ad una che dalla descrizione sommaria potrebbe sembrare una stronza? Semplice..un paio di stupendi occhi azzurro chiaro screziati e venati di grigio, con una punta d’oro.
Visto come me li ricordo bene? La prima volta che la vidi non guardai altro. Romantico? Non so..è sempre stato così.
Certo è che intorno a questa storia di fantasie ne ho costruite tante ma non ne ho realizzata neanche una.
Le storie così non finiscono mai come credi ma riservano sempre sorprese.Anche questa ha avuto un finale particolare, quasi da film.
Di Sonia non seppi più nulla per moltissimo tempo; l’università ed il lavoro mi portarono lontano e poi avevo altre storie ed avventure da seguire. E lei pure seguì altre strade.
Eppure si dice che tutte le strade portano a Roma ed è vero.
Un giorno mi trovavo per lavoro in trasferta in una piccola città, abbastanza triste e squallida se devo essere sincero. Mi ritrovai a fare due passi prima di andare a cenare in albergo e così bighellonando e guardando chi aveva la testa più grossa, mi sono ritrovato a guardare dentro una vetrina.
Era un bel negozio di abbigliamento, oddio..niente di che ma per la cittadina doveva essere un must. E dietro il vetro incrocio un paio di occhi azzurro chiari..Sì era proprio Sonia. Non era poi molto cambiata nel corso di quei 20 anni circa. Era sempre magra ed aveva ancora il buchino tra i denti. Lo sguardo era cambiato, non era più quello di una volta, più duro forse o più disilluso.
Per farla breve, entro e lei mi riconosce e cominciamo a parlare come se ci fossimo visti il giorno prima. Sonia non è sposata, meglio…si era sposata ma non era andata bene. Il marito aveva altre idee e lei aveva la sua testa e così dopo il periodo dell’innamoramento “rose e fiori” erano cominciate a comparire le spine.
Stava bene tutto sommato e mi chiese cosa facevo e tutte le altre belinate che si dicono in questi casi. Ad un certo punto mi spiazza con un “cosa fai dopo cena?” Premetto…avevo con me il capo e per questo non potevo sganciarmi facilmente per la cena..mentre per il dopo… ognuno si faceva gli affari suoi.
Ovviamente mi dichiaro libero da ogni impegno e così ci accordiamo per una rimpatriata a casa sua.
La cena è stata una sofferenza. Se fosse dipeso da me, avrei messo primo, secondo, frutta e dolce con un paio di bicchieri di vino in un frullatore e mi sarei sparato il risultato in due secondi per terminare presto.
Finalmente arrivo da lei. La casa è veramente messa bene, ha sempre avuto buon gusto nelle cose e era sempre stata fissata con certi particolari che ritrovo e riscopro. Insomma..è stata una serata così, qualche svogliata carezza e un po’ di tenerezza direbbe De Andrè e tutto finì.
E’ stato bello ritrovarla ma ero perso oramai dentro altri due stupendi e profondi occhi verdi..
http://bibiebibo.com/video/DENTRO_GLI_OCCHI_-_ROBERTO_VECCHIONI.flv
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