Avrei voluto riprendere il blog con argomenti più frivoli tipo la scoperta del miracolo della ricrescita dei capelli del divin silvio ma non ci sono riuscito.

L’argomento è delicato e sicuramente non farà piacere a parecchie persone ma mi sono rotto i coglioni.

Emergenza Haiti… emergenza Pakistan…emergenza stato qualsiasi dove ci sono tanti bimbi e subito scatta il meccanismo degli aiuti con le classiche foto di bambini denutriti con mosche ec. ect. sofferenti da aiutare.

Ora sono stufo. Sono stufo di questo uso spregevole delle immagini e di questa storia delle emergenze e dei bimbi.

Parliamoci chiaro e diciamolo una volta per tutte, se facessero meno figli…meno emergenze. Se su un territorio che può nutrire 100 persone se ne insediano 10.000…ovvio che possono sorgere dei problemi. Aiutiamoli pure ma dicendo loro che forse 11 figli da mantenere non sono una grande idea se non si possiede un reddito adeguato. Magari gli mandiamo pure 2 euro ma anche una scorta di preservativi da usare per il futuro, loro e dei figli che hanno già procreato.

Ma no.. non si può. Il nostro Papa già vede male il preservativo qua…figuriamoci gli islamici e tutti gli altri..meglio mettere al mondo una massa di disperati da usare come manodopera a basso costo.
Devo dire che la Cina è avanti anni luce rispetto a tutti. Lì è stato chiarito che non si possono fare figli a volontà perchè sono troppi ed è stata una decisione coraggiosa che però ha un senso.

Sono razzista? Il controllo demografico è l’inizio del Grande Fratello? Non so ma non è possibile continuare in questa direzione. Durante le mie vacanze ho conosciuto un locale che aveva 7 figli e faceva il cameriere nell’albergo dove alloggiavo. Già allora riflettevo riguardo alla possibilità di futuro che dava ai suoi figli. Se tutto andava bene potevano diventare adulti e magari lavorare anche loro come camerieri oppure le ragazze potevano fare le puttane come tante che giravano lì intorno.

E lui era molto contento di aver messo al mondo 7 figli perchè stupidamente si crede che più figli metti al mondo e più sei uomo.

Al ritorno mi trovo questa nuova emergenza Pakistan ed ecco lo sfogo di oggi.

Da oggi quindi mi spiace ma non verserò nè una lacrima nè un euro. Ognuno deve essere responsabile di quello che fa.

Ieri sera si è corso il Palio di Siena, il palio dell’Assunta. Ha vinto la Tartuca.

Non è una notizia sconvolgente, sono anni che si corre il Palio e sono anni (molti meno credetemi..) che lo guardo, qualche volta anche dal vivo, impegni permettendo.

Quest’anno c’è stato purtroppo un morto ed è cosa rara a Siena e comunque non legato alla corsa ma ad un disgraziato incidente; si è staccato un supporto di un balcone ed un turista francese si trovava proprio seduto sotto.

Precedentemente c’era stata una infelice uscita della sciura Brambilla che aveva proposto di abolire il Palio perchè si maltrattano gli animali. Che dire? Con un ministro così…il turismo è servito.

Per fortuna i membri del suo partito l’hanno presa sul ridere e testuali parole :

“Dev’essere stato il caldo agostano, o la scarsa conoscenza della storia e delle tradizioni italiane, ad aver indotto il ministro Brambilla a proporre l’abolizione del Palio di Siena”

Nota congiunta di Mario Valducci, presidente della commissione Trasporti della Camera e resposabile Enti locali Pdl, e di Beatrice Lorenzin, componente della commissione Affari Costituzionali della Camera

Fonte : Il Giornale del 6 agosto

Onestamente siura Brambilla…l’ha fatta fuori dal vasino stavolta…va bene l’amore per gli animali

ma a tutto c’è un limite..

Il polverone Napolitano.

Da una parte spunta questo personaggio tal maurizio bianconi

deputato del PDL e vicepresidente del gruppo PDL alla Camera

che a ben vedere, rimette in discussione tutto quanto di male si è detto sull’operato di Lombroso, ma non è per questo che lo tiro in ballo.

Il signorino qui sopra, esperto penalista ( e quindi penso incaricato di occuparsi dei problemi del premier..) rilascia un’intervista al Giornale nella quale dice “Napolitano tradisce la Costituzione“.

Mi sono letto l’intervista e devo dire che il signorino sarà anche un grande penalista ma in quanto a diritto costituzione capisce una beata fava (traduzione: un cazzo).

Nell’intervista sostiene che Napolitano quando incaricò Berlusconi : “...ha accreditato una prassi che ora non può smentire. Un altro presidente della Repubblica potrebbe farlo, lui ormai non può più tornare indietro, perché si è autovincolato. Se tu stesso hai garantito una Costituzione materiale basata sul risultato elettorale, cercando un governo diverso in parlamento non stai rispettando la Costituzione, ma solo contraddicendo te stesso».

Ora..sono andato a rileggermi un  pò di diritto costituzionale perchè ero arrugginito. Per farla breve, la Costituzione formale è il pezzo di carta con tutti gli articoli, mentre quella materiale dovrebbe essere la sua applicazione, moderata anche dalla realtà del momento. Ragazzi..si semplifica al massimo lo so ma è per cercare di capire.

Il bel tipo dice quindi che Napolitano, dando l’incarico a Berlusconi ha in pratica istituito un modo di operare del Capo dello Stato che è diventato parte della Costituzione materiale e non può smentirsi “perchè si autovincolato“.

Il mio parere, modesto e da ignorante, è che il deputato abbia preso troppo sole. Se è facoltà del Presidente della Repubblica di modificare la Costituzione materiale (e questa facoltà è ancora tutta da verificare dato che le modifiche di quella formale si possono fare solo mediante leggi costituzionali ed è sempre a quella che poi dobbiamo rapportarci), non vedo perchè non possa modificare quanto lui stesso ha modificato precedentemente, il Presidente è lui mica il signor Bianconi.

Quando si danno poteri veri o presunti, bisogna anche accettare le conseguenze di tali poteri.

Altra cosa. Non ho capito poi cosa avrebbe fatto di strano Napolitano dopo le elezioni. Il signor Berlusconi aveva in Parlamento una maggioranza bulgara, mi vuole spiegare il signor Bianconi che cosa doveva fare Napolitano? Incaricare Brugger delle minoranzze linguistiche a fare un sondaggio politico per verificare la possibilità di un governo di coalizione? Siamo seri….

Altra cosa…ma come si permette un esponente politico con incarichi simili di dire certe cose? “Il Presidente tradisce la Costituzione”…ma si è reso conto di quello che ha detto? Dall’espressione della fotografia penso di no ( e qui si torna alle teorie di Lombroso..).

Per prima cosa non dovrebbe parlare di “tradimento” ma di “attentato” perchè il Capo dello Stato può essere accusato di alto tradimento quando operi in intesa con Stati esteri mentre di “attentato” quando compia una violazione delle norme costituzionali tale da stravolgere i caratteri essenziali dell’ordinamento al fine di sovvertirlo con metodi non consentiti dalla Costituzione. E vi pare che l’ipotesi di un governo tecnico rientri in questa fattispecie dopo le valanghe di governi tecnichi, balneari, di transizione, di larga intesa ect ect che ci sono stati in Italia?

Bianconi…ma fatti una camomilla e non rompere i coglioni.

Qualche mese fa…

Bossi: No alle elezioni anticipate, prima il federalismo fiscale o finiremo come la Grecia!

Oggi…

Bossi : Dobbiamo andare subito alle elezioni anticipate!

E’ un continuo su e giù…dentro e fuori…avanti ed indietro…insomma la Lega è il movimento del “piciù”…guidato quindi da una testa di cazzo.

La signora Veronica Lario era da parecchio tempo silenziosa (intenta a contar soldi di buonauscita presumo..) ma si vede che l’è saltata la mosca al naso e ci va giù pesante.

Ecco la notizia:

Su La Stampa appare qualche gionro fa una delle solite interviste dell’avv. Ghedini che ad un certo punto sbraga e dice :«Il presidente fa una vita disperata. C’era una difficoltà di ritmi di vita. Veronica non ha mai voluto andare a Roma, né fare un po’ di rappresentanza con lui. Due vite distanti».

Oggi la quasi ex signora Berlusconi risponde all’avvocato Ghedini con un’intervista sullo stesso quotidiano usando questi toni: «Leggendo quelle parole mi sono detta – aggiunge la quasi ex signora Berlusconi -: Guarda, che voglia proporsi come nuovo compagno del presidente del Consiglio? D’altra parte loro si capiscono, hanno un legame profondo, fatto dagli stessi scopi, chi meglio di loro potrebbe incarnare una complice e felice coppia da sballo?»

Si apre una questione importante…berlusconi e ghedini sono compagni di merende e puttane …o sono una coppia gay e quindi si spiega perchè sostengono con forza che la D’Addario mente?

Che strana coppia…io mi sarei aspettato Capezzone..ma forse c’è troppa differenza d’età.

Ecco l’intervista

Fini: sostegno o contrasto governo in base a scelte

ROMA – Quella di Silvio Berlusconi è una “concezione non proprio liberale della democrazia” e viene dimostrato “dall’invito a dimettermi dalla presidenza di Montecitorio perché è venuta meno la fiducia del Pdl”. Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, nel corso di una breve dichiarazione alla stampa. “Ieri sera in due ore e senza poter esprimere le mie ragioni – ha aggiunto Fini – sono stato di fatto espulso dal partito che ho contribuito a fondare”.

“Non darò le dimissioni da presidente della Camera” conferma Gianfranco Fini. Il gruppo che nascerà dai deputati e senatori che hanno lasciato il Pdl “è formato di uomini e donne liberi che sosterranno lealmente il governo ogni qual volta saranno prese scelte nel solco del programma elettorale e lo contrasteranno se le scelte saranno ingiustamente lesive dell’interesse generale”, ha aggiunto Fini.

“Ovviamente non darò le dimissioni perché a tutti è noto che il presidente deve garantire il rispetto del Regolamento e la imparziale conduzione dell’attività della Camera, non deve certo garantire la sola maggioranza che lo ha eletto”. “Sostenerlo dimostra una logica aziendale – prosegue Fini – modello amministratore delegato-consiglio d’amministrazione, che di certo non ha nulla a che vedere con le nostre istituzioni”.

Il nome dei nuovi gruppi parlamentari formati da deputati e senatori finiani è ‘Futuro e liberta’ per l’Italia’. Lo si apprende da alcuni deputati vicini al presidente di Montecitorio e confermato dal sito di Generazione Italia.

“Gli amici di Fini al governo lavorano bene, non ho dubbi sulla loro lealtà e non ho ragione di modificare la squadra di governo. Quindi si prosegue così”. A margine del consiglio dei ministri, il premier Silvio Berlusconi – secondo quanto riferito – ha ripetuto al ministro Andrea Ronchi il concetto già espresso ieri quando, annunciando alla stampa la rottura con Fini, aveva spiegato che sulla permanenza dei finiani al governo avrebbe deciso il governo, ma per quanto lo riguardava personalmente non avrebbe avuto difficoltà a continuare la collaborazione con i “validi ministri” finiani.

PD ASPETTA LE MOSSE DI FINI, TUTTI DISPONIBILI A LARGHE INTESE – Il Pd supera le logiche di maggioranza e minoranza interna e davanti “ad una crisi che non é del Pdl ma del governo” si compatta sulla linea del segretario Pier Luigi Bersani di chiedere al premier di venire in Aula a verificare la fiducia per poi, in assenza dei numeri, aprire ad una fase di transizione, ad un governo di larghe intese che “impedisca al paese di precipitare nel baratro”, come avverrebbe in caso di elezioni anticipate. Non erano mancati nei giorni scorsi i maldipancia di parlamentari, come il veltroniano Giorgio Tonini o Arturo Parisi, contrari ad una fase di transizione e soprattutto al fatto che Bersani aveva lanciato ami senza prima una discussione interna.

Oggi invece nell’assemblea, nella sala del Mappamondo, tutti i big, da Massimo D’Alema a Walter Veltroni a Dario Franceschini e Piero Fassino, avrebbero sostenuto la “disponibilità” del Pd ad un governo di transizione. Veltroni non ha usato espressioni come larghe intese, spiegano alcuni partecipanti, ma avrebbe anche lui escluso la via delle urne anticipate in caso di crisi di governo. Nell’assemblea, allargata a deputati e senatori, si è poi concordato sul fatto che, come spiega il vicepresidente dei deputati Michele Ventura, “la presidenza della Camera va tenuta fuori dallo scontro”. Di fatto, quindi, il Pd offre uno scudo contro l’attacco del Pdl che anche stamattina, in Aula, ha insistito nel chiedere le dimissioni di Fini.

La crisi del Pdl arriva in aula alla Camera, con il capogruppo Fabrizio Cicchitto che “sfiducia” il presidente Gianfranco Fini, e le opposizioni, a partire dal segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che ha chiesto che il premier Berlusconi venga a chiarire in Parlamento. Intanto c’è attesa per la replica di Fini, all’indomani della rottura con Berlusconi. Alle ore 15, presso l’Hotel Minerva a Roma, il presidente della Camera farà una dichiarazione alla stampa.

All’inizio dei lavori dell’Assemblea di Montecitorio, i deputati del Pd si sono presentati al completo, in un’aula vuota visto che non erano previste votazioni. Bersani ha incalzato Berlusconi: “Non si pensi che è agosto e che si vada a finire a tarallucci e vino. Il Presidente del Consiglio venga in Parlamento”, visto che la crisi dentro al Pdl “é insanabile”. “E per cortesia – ha aggiunto – non ci venga propinato l’antico rito che ‘e successo ma non e’ successo’, ‘il motore e’ rotto ma la macchina va’. Il Paese non ha questi tempi, ha altre esigenze”.

Anche l’Udc, con Angelo Compagnon, e l’Idv con Carlo Monai, hanno fatto un’analoga richiesta a Berlusconi. Immediata la controreplica di Cicchitto, spalleggiato in aula dal suo vice Osvaldo Napoli e da una manciata di altri deputati: “Certamente si è aperta una questione seria all’interno del Pdl, ma non ci sono ragioni perché il presidente del Consiglio venga a riferire in Parlamento”, perché “la maggioranza che sostiene il governo c’é ed è salda”. Il capogruppo del Pdl è quindi passato al contrattacco, mettendo sul banco degli imputati Fini: “Si è aperto tra noi un confronto politico serio e serrato in cui si mette in discussione il rapporto nel Pdl tra noi e Gianfranco Fini. E’ venuto meno il rapporto che si era acceso quando lo abbiamo eletto presidente della Camera e siamo davanti ad una questione politica, ad un dato su cui Fini deve riflettere”.

A difesa di Fini il Pd: “Il presidente della Camera è di tutti – ha detto Bersani – anche di quelli che non lo hanno votato”. E Franceschini ha ricordato che “il Presidente della Camera, dal momento della sua elezione, è il presidente di tutti, anche di chi non lo ha votato, e non può essere sfiduciato in base alla Costituzione”. Il braccio di ferro non si è chiuso così. Il Pd si è iscritto in massa nella discussione generali su due decreti (quello sulla Tirrena e quello sull’energia), cosa che implicherà una contromossa della maggioranza per assicurarne l’approvazione.

Fabrizio Cicchitto, del Pdl afferma: “Certamente si è aperta una questione seria all’interno del Pdl, ma non ci sono ragioni perché il presidente del Consiglio venga a riferire in Parlamento”. “La maggioranza che sostiene il governo c’è ed è salda e lo ha dimostrato il voto sulla manovra economica”, ha aggiunto.

BERLUSCONI SFIDUCIA FINI, VIA DA PDL E DALLA CAMERA
Di Paolo Dallorso e Matteo Guidelli

Alla fine la rottura, quella definitiva, insanabile, e’ arrivata. E le parole – scritte nell’ufficialita’ di un documento votato da 33 membri dell’ufficio politico su 36 – aggettivano pesantemente il solco della crisi. Berlusconi, addirittura, parla di Fini al passato (”i litigi erano un prezzo troppo alto”) e quasi lo deride quando, denunciando il suo venir meno dal ruolo istituzionale, nel documento ricorda con una punta di sarcasmo come il presidente della Camera avesse ”rivendicato il suo ruolo superpartes” solo durante la campagna elettorale delle regionali. Per ”non dare il suo sostegno” al bene comune del partito, rincara.

Una terzieta’ a senso unico, insomma, e di comodo, e’ l’accusa di Berlusconi che fa ripercorrere quasi minuto per minuto dettagliatamente tutto il travagliato rapporto con Fini nel documento. Un Fini il cui ”atteggiamento distruttivo non era prevedibile” ma che tuttavia ha via via evidenziato un profilo politico di opposizione al governo, al partito ed alla persona del Presidente del Consiglio”. Accuse pesanti che quasi fanno passare in secondo piano il deferimento ai probiviri di Granata, Briguglio e Bocchino, annunciato nelle prime righe del documento che poi dedica le sei cartelle solo ad attaccare (con motivazioni) Fini. L’ex leader di An, dunque, e’ fuori dal partito, dunque. Ma fuori anche dalla presidenza della Camera. Un desiderata, questo.

Forse solo una richiesta politica ad effetto alla quale, pur indirettamente, Fini risponde seccamente scandendo che la terza carica dello Stato non e’ ”nelle sue disponibilita”’. Una situazione che il Capo dello Stato, si sottolinea in ambienti parlamentari, sta seguendo con attenzione non senza preoccupazione. Intanto la risposta politica dei finiani – costruita pezzo per pezzo durante tutta la giornata – arriva in contemporanea alla conferenza stampa del premier a Palazzo Grazioli e ai primi lanci d’agenzia: dimissioni dal gruppo e formazione di gruppi autonomi. I numeri, almeno quelli fatti circolare alla Camera e al Senato fanno esultare gli uomini vicini a Fini, che ha pero’ deciso di rinviare ad una conferenza stampa da tenere oggi la controreplica al Cavaliere.

E di argomenti cui ribattere ce ne sono molti: ”dall’assoluta incompatibilita’ delle posizioni dell’On. Fini con i principi ispiratori del Popolo della Libertà, con gli impegni assunti con gli elettori e con l’attività politica del Popolo della Libertà”, alla denuncia del venire meno della fiducia del PdL nei confronti del ruolo di garanzia di Presidente della Camera” fino all’aver volutamente profittato della liberta’ di dissenso nel partito per trasformarla da ”legittima a uno stillicidio di distinguo” finalizzati ad una ”critica demolitoria”. E ci vuole tutta la storia politica e lo sforzo diplomatico di Ignazio La Russa per leggere in quel ‘viene meno allo stato la fiducia’ nei confronti di Fini (unica aggiunta al documento entrato a Palazzo Grazioli) un modo per ”non chiudere la porta a chiave” in faccia all’ex leader di An.

DA FINI VIA LIBERA A GRUPPI,RESTO PRESIDENTE CAMERA
di Milena Di Mauro
Le dimissioni di 34 deputati finiani dal gruppo del Pdl sono gia’ in mano al capogruppo Fabrizio Cicchitto, oggi dovrebbero arrivare a Maurizio Gasparri, ex compagno di strada, quelle di 14 senatori. E in tarda mattinata i gruppi autonomi dei fedelissimi del Presidente della Camera dovrebbero gia’ essere costituiti, con correlata conferenza stampa di Gianfranco Fini, politicamente ‘espulso’ dall’ufficio di presidenza del Pdl (che ha anche deferito ai probiviri Italo Bocchino, Carmelo Briguglio e Fabio Granata). Berlusconi aveva appena terminato di dare lettura del duro documento politico che sancisce il definitivo divorzio dei due co-fondatori del Pdl. E Fini, riunito con i suoi a Montecitorio, dava la linea: fedelta’ al governo e ad ogni impegno preso con gli elettori del Pdl mai in discussione, gruppi autonomi, stop alle esternazioni incontrollate dei singoli. Quanto alla Presidenza della Camera, una secca replica al premier che parla di un ”venir meno” della fiducia del Pdl rispetto al ruolo di garanzia del Presidente della Camera indicato dalla maggioranza che ha vinto le elezioni: ”La presidenza della Camera non e’ nella disponibilita’ del presidente del Consiglio. Io non mi dimetto”. Fini ha adesso gioco facile nel portare dalla sua parte quei parlamentari a lui fedeli che ancora aspettavano di vedere quanto duro fosse il documento di censura politica verso il Presidente della Camera prima di dare la loro disponibilita’ all’ingresso in un gruppo autonomo. Berlusconi ha parlato di una insopportabile ”forma di dissenso all’interno del partito che si manifesta nella forma di una vera e propria opposizione, con tanto di struttura organizzativa, tesseramento e iniziative, prefigurando gia’ l’esistenza sul territorio e in Parlamento di un vero e proprio partito nel partito, pronto, addirittura, a dar vita a una nuova aggregazione politica alternativa al Popolo della liberta”. E piu’ in generale il documento, commentano i finiani ”ha superato anche le piu’ pessimistiche previsioni”.
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Tratto da Temporeale e cioè qui
Copio tutto oramai, è meglio così le cose non spariscono a mia insaputa..
Che dire? In pratica questa “bomba” politica in realtà me l’aspettavo e da parecchio tempo. Infatti in tempi non sospetti avevo parlato di “fantapolitica“.
Sbagliavo… la realtà supera sempre la fantasia, specie in politica dove i ladri diventano onorevoli e gli onorevoli diventano ladri (o forse è la stessa cosa..).
a.y.s. Bibi

P3: Verdini, mai saputo nulla di associazione

ROMA  – “Non ho mai saputo nulla né conosco le attività e le finalità, né sono mai stato contattato da qualcuno”. Così il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, in una conferenza stampa, ha replicato alle accuse di un suo coinvolgimento nell’inchiesta sulla P3. Verdini ha sottolineato di trovarsi in una situazione “paradossale” in quanto indagato nonostante, ha ribadito, “non ho mai saputo nulla” dell’associazione.

“Non conoscevo Miller né una parte dei partecipanti a quel pranzo del settembre 2009″. Ha detto il coordinatore nazionale del Pdl indagato per la violazione della legge Anselmi dalla Procura di Roma.

“Io personalmente non ho toccato un soldo e, anzi, nella vicenda del giornale ce ne ho rimessi tanti. Miei e della mia famiglia”. Così Verdini ha spiegato l’operazione da 2,6 milioni di euro relativa al ‘Giornale della Toscana’ che i magistrati gli contestano. Verdini ha sottolineato che i 2,6 milioni erano un aumento di capitale, di cui sono stati versati solo 800 mila euro.

“Non ho mai scaricato Dell’Utri che é una persona per bene. Non c’é nulla da scaricare e sicuramente io non scarico l’amicizia”. Afferma il coordinatore del Pdl.

“Rivendico con orgoglio la liquidazione dei tentativi diffamatori a tutela dell’amico Caldoro che tutti abbiamo sostenuto”, ha detto Verdini.

Una “brutta richiesta”. Così il coordinatore del Pdl ha risposto al presidente della Camera, Gianfranco Fini, che aveva chiesto le sue dimissioni. “Mi dispiace che il presidente della Camera in forma generica non mi abbia tutelato – dice Verdini – è brutto che il tutore delle Camere e terza carica dello Stato, mentre un rappresentante della Camera viene interrogato, chieda le proprie dimissioni in forma generica e senza aspettare l’esito” delle indagini.

“Da Bocchino non accetto nessuna lezione perché chi parla di presunta legalità dovrebbe essere ineccepibile, lindo e trasparente. Mi ricordo che il Pdl si è stretto intorno a lui quando fu al centro di un’inchiesta per cui il gip aveva chiesto anche l’arresto”. Sostiene Verdini.

CALIENDO, DIMISSIONI? NON HO COMMESSO NIENTE – “I miei avvocati hanno chiesto ai magistrati di ascoltarmi. Io rispondo dei fatti e di fatti non ne ho commessi”. Così il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo risponde, in Transatlantico, ai giornalisti che gli chiedono se ha intenzione di dimettersi dopo che le opposizioni son tornate alla carica con la mozione di sfiducia nei suoi confronti. “Tutti avete letto l’ordinanza – ha aggiunto Caliendo – e lì si capisce che in quella riunione in cui si è parlato di Lodo Alfano io non c’ero”.

IDV, DELL’UTRI SPREZZANTE VERSO AZIONI PENALI IN CORSO – “Dell’Utri Marcello, condannato in secondo grado per reati di mafia, piuttosto che difendersi nei processi, sta scrivendo un volume di cultura mafiosa. Con disprezzo e strafottenza per le azioni penali in corso, pontifica e sembra rappresentare il popolo della cultura mafiosa. Lo ha affermato il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando, in un suo intervento pubblicato dal sito Idv www.italiadeivalori.it. “Dell’Utri Marcello aggiunge l’esponente dipietrista – cofondatore di Forza Italia con Berlusconi Silvio, pluri-inquisito e pluri-salvato da leggi ad personam, proposte dal proprio legale avvocato e deputato Ghedini, rimane al suo posto e ricorda che lo stalliere di cavalli e riferimento di mafiosi, Mangano Vittorio, un eroe. Un messaggio da tipica cultura mafiosa. Tranquilli mafiosi e collusi anche Dell’Utri Marcello condivide la subcultura mafiosa e considera chi difende gli “amici ” degli eroi. Tranquilli mafiosi e collusi anche Dell’Utri Marcello non parla, anzi non ha parlato, aspirando ad essere considerato anche lui eroe”.

VERBALI VERDINI,DELL’UTRI MI DISSE’FIDATI DI CARBONI’ – “Come ho conosciuto Flavio Carboni? Me lo ha portato Dell’Utri. Sapevo che era imputato per il crack del Banco Ambrosiano. Ma pure assolto”. Idem per Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino: “Io mica li conoscevo. Fu Marcello a portarmeli a casa. Di lui mi fido molto, lo conosco da una vita. Se viene a con qualcuno, cosa dovrei fare? Non posso certo chiedere i documenti alle persone che lo accompagnano”. Sono le riposte che Denis Verdini, coordinatore del Pdl, indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta Loggia P3, ha dato ai magistrati nelle nove ore di interrogatorio, secondo stralci dei verbali pubblicati da Corriere della Sera, Repubblica e Messaggero. Il coordinatore del Pdl – scrive il Corriere della Sera, che sui verbali fa il titolo di apertura della prima pagina – risponde a tutte le domande e assicura di essere estraneo a illeciti e organizzazioni occulte. Dice di “non essere mai stato interessato all’eolico”. E, sulla nomina di Ignazio Farris a direttore dell’Arpas, ammette: “Carboni mi disse che aveva fatto una promessa e io gli dissi che andava bene. Per me non c’era nulla di illecito a favorirlo”. Nelle “otto pagine dell’interrogatorio”, Verdini afferma che Carboni gli fu presentato “da alcuni imprenditori nel 2009″ perché “interessato al Giornale di Toscana. Mi disse che a 80 anni voleva creare una voce per la Sardegna, voleva creare un inserto. Parlava anche di aprire una radio e una televisione”. Anche se “coinvolto e assolto nel caso Calvi”, in quel momento “era utile, perché portava soldi”, “era disposto a sottoscrivere un aumento di capitale di 2,6 milioni”, quindi “cominciai a riflettere sulla sua proposta. Mentre stavo decidendo, Dell’Utri organizzò un pranzo all’Hotel Eden e quando arrivai c’era anche Carboni. Marcello mi disse che dovevo accettare e alla fine cedetti il 30% delle quote. Fu versata la prima rata da 800mila euro, ma poi cominciò l’indagine della procura di Firenze e io decisi di bloccare tutto”. Fu sempre Dell’Utri a organizzare il pranzo del 23 settembre a casa sua, per “cominciare a pensare a una alternativa a Cosentino” per la Campania dopo “la richiesta di arresto. Mi fecero il nome di Arcibaldo Miller”. In quell’occasione Dell’Utri “portò Carboni e mi presentò Lombardi e Martino che io non avevo mai visto prima. C’erano anche Miller, Giacomo Caliendo e il giudice Antonio Martone. Miller diceva di essere lusingato, ma non sembrava convinto”. Lì si parlò anche del Lodo Alfano “ma come avveniva in tutta Italia”. Si facevano “pronostici” e “ricordo che Martone disse che non conta come sono stati eletti i giudici della Consulta perché alla fine votano in maniera autonoma. Io non ho mai fatto pressioni su nessuno”. Verdini aggiunge di aver visto Martino e Lombardi “altre due o tre volte. Ma certo non avevo bisogno che loro mi dicessero cosa fare. Sono persone che valgono poco”. Nell’interrogatorio Verdini afferma di essere stato “informato” del dossier Caldoro. “Mi arriva un foglio anonimo dove sono elencati alcuni alberghi, un elenco di nomi maschili e le date in cui li avrebbe incontrati. Chiesi informazioni a Cosentino, ma mi disse che era roba vecchia”. Quando poi “tornò alla carica Ernesto Sica, ne parali con Berlusconi e decidemmo di parlare direttamente con Caldoro. Lo chiamai e fissammo un incontro in Parlamento” nel quale “mi giurò sulla moglie e sui figli che si trattava di assolute falsità. Io riferii tutto al premier che decise di rinnovargli la fiducia”.

VERDINI, VADO AVANTI; DA PREMIER FIDUCIA A CALIENDO – Lunedi’ notte, dopo nove ore di interrogatorio, era stato chiaro: “Mi dedicherò solo alla politica”. E così è stato: Denis Verdini, il coordinatore del Pdl nella bufera per i casi eolico e P3, è tornato in via dell’Umiltà, il quartiere generale del partito a due passi da Montecitorio dove, anche oggi, è proseguito lo stillicidio di dichiarazioni su questione morale e legalità che animano il dibattito politico. Una vera e propria bufera, alimentata ulteriormente dall’iscrizione del sottosegretario Giacomo Caliendo nel registro degli indagati per la vicenda P3 che allunga la lista dei collaboratori di Berlusconi coinvolti in inchieste della magistratura. Tra Verdini e Caliendo, c’é stato lo spazio – breve, perché si è avvalso della facoltà di non rispondere – per un passaggio in Procura di Marcello Dell’Utri. Ma se il senatore “memore dell’esperienza passata” ha preferito evitare le domande dei Pm, Caliendo, dopo aver incassato la solidarietà e l’invito a proseguire nel proprio compito da parte dello stesso Berlusconi, ha fatto sapere di aver già chiesto di essere ascoltato e presto. La serenità mostrata dopo la visita a Palazzo Grazioli del sottosegretario alla Giustizia, sembra essere la stessa di Verdini che non sembra neanche sfiorato da quanto sta accadendogli intorno. Ieri il coordinatore nazionale del Pdl si è presentatonel suo ufficio, per nulla segnato dal lungo interrogatorio e dall’attacco frontale del Presidente della Camera, Gianfranco Fini, che vuole la sua testa. “Al momento io sono solo indagato, penso di non aver nessun motivo per dimettermi”, aveva detto il deputato toscano nel cuore della notte, respingendo la richiesta di Fini come “largamente impropria”. Resta l’amaro in bocca per l’addio al Credito Cooperativo Fiorentino, una decisione “sofferta e dolorosa”, ma la vita – soprattutto quella politica – continua. “Nessuno può darci lezioni di legalità”, lo difende il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, mentre il finiano Italo Bocchino insiste: “l’opportunità della permanenza in incarichi politici di persone indagate non intacca il garantismo, ma invita a riflettere su una questione tutta politica legata a episodi di malcostume”. Tra questi rientra anche, secondo l’Italia dei Valori, il caso del sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, che la Procura di Roma accusa di violazione della legge Anselmi sulle società segrete. “Deve dimettersi”, chiede il partito di Antonio Di Pietro, mentre il ministro della Giustizia Angelino Alfano gli rinnova “fiducia e solidarietà”. Alla ripresa dell’attività dopo la pausa estiva, il Senato discuterà la mozione di sfiducia nei suoi confronti, ma intanto il sottosegretario si difende: “Non ho mai contattato né fatto elenchi di giudici della Corte costituzionale favorevoli o contrari al lodo Alfano”. E Niccolò Ghedini, parlamentare Pdl e avvocato del premier, parla di iniziative della magistratura “che vanno a sindacare una più che legittima attività politica”.

Riportato da Temporeale notizie di Libero cioè questo (riporto tutto mica che a mia e vostra insaputa..sparisca).

Io mi domando..ma uno che si ricordi o sappia che cazzo sta facendo e non succeda sempre e tutto a sua insaputa esiste nel PDL? Gasparri dite che si ricorda come si chiama? O lo chiamano a sua insaputa?

Oggi avevo in mente di portarmi avanti con quel paio di post che ho in cantiere.

Poi l’attualità ha scombussolato tutto con notizie che sembrano barzellette.

Dell’Utri condannato (non definitivamente…ma avendo pazienza..) per mafia ma solo prima del 1992…dopo si è redento ed è diventato un fautore della lotta alla mafia con i governi Berlusconi. Del resto…chi meglio di un ex drogato conosce gli effetti della droga? Chi meglio di un mafioso ante-1992 poteva combattere la mafia?

Poi..è morto Taricone il primo eroe del GF…non ho proprio voglia di parlarne ma l’attualità è questa.

Poi…Berlusconi dal Brasile, dopo un salutare periodo di silenzio, spara la sua cazzata quotidiana “sciopero contro i quotidiani che non dicono la verità!” ed allora bisogna rispondergli : SPORCO COMUNISTA…. A LAVORARE… altro che scioperare!

Poi… è stato assolto Tartaglia, l’uomo che colpì Berlusconi a dicembre. L’hanno considerato incapace di intendere di volere al momento dell’attentato. Sbagliato!…E’ stato solo incapace…tutto qui. Poteva far di meglio già che c’era.

Ecco, l’attualità ha scombussolato la mia scaletta ed inoltre c’è un altro fatto che mi ha fatto cambiare idea..

Porca troia..quest’anno arrivo a pagare uno sproposito di tasse…praticamente tra Irpef… ICI… balzelli vari…estorsioni dell’agenzia delle entrate…mi sparisce il 55% .

Decisione a medio/lungo termine: vendere tutto e mandare a fanculo il Belpaese. Inutile stare qui a lavorare per gli altri. Se si azzardano a mettere un’altra tassa sugli immobili…è la volta buona che riprendo a fabbricare molotov come tanto tempo fa….con la differenza che ora ho ben chiaro dove buttarle.

a.y.s. Bibi

P.S. a proposito di barzellette e balzelli .. la sapete quella dei due tassi che si incontrano ed uno dice all’altro: “tu le paghi le tasse?” e l’altro risponde :”no, sempre ciulato gratis”. (vecchissima…ma in tema).

Ne avevo già parlato a gennaio nel post sulla minchia uncinata ed ora l’argomento è tornato alla ribalta grazie ai mondiali in sudafrica.

A quanto pare se ne discute parecchio:

http://www.libero-news.it/news/439709/Contro_lo_stupro_ecco_il_Rape_aXe__il_preservativo_dentato.html

http://www.barimia.info/modules/article/view.article.php?30949

http://www.adige.tv/?p=vedi&id=18068

http://www.affaritaliani.it/cronache/sudafrica_a_negli_stadi220610.html

Insomma…..mi sa che questa cosa potrà essere usata effettivamente.

A questo punto aspetto con una certa impazienza la notizia del primo “pirla”…

Onestamente non seguo molto il calcio. Non sono mai impazzito alla visione di 22 giovanotti straviziati e strapagati che vanno in giro a tirare calci ad un pallone. Non sono mai andato allo stadio in tutta la mia vita, a parte quando “l’atleta” ero io (giochi della gioventù..niente di speciale). Quindi non soffro di catarsi mediatica per l’evento dell’anno e cioè il mondiale in Sudafrica. Non mi alzo in piedi a cantare l’Inno di Mameli con la mano sul cuore (che si trova a sinistra giusto per ricordarlo a qualcuno dei 22 intelligentoni che tirano calci).

Però…

Però  quando l’altro giorno ho sentito che un cronista di Radio Padania (e qui concordo con il Miglior Presidente del Consiglio del Mondo…certa gente non dovrebbe poter fare il giornalista..) ha esultato al gol del Paraguay seguendo i dettami dell’intellettuale del Partito della Lega cioè il “trota”, colui che percepisce 10.000 euro perchè è talmente ignorante che non è stato assunto neanche come “magut”…ecco ..allora mi sono girate un pò le palle ad essere sincero.

Tanto tempo fa…da ragazzo, avrei preso a calci nei coglioni se qualcuno avesse fatto qualcosa del genere…ma erano altri tempi..dicono grigi…oggi sono verdi forse ma non certo migliori. Visto e considerato che ora sono democratico…mentre allora ero fascista (e mai come in questo caso mi spiace di non esserlo più..) vorrei dedicare al buon “trota”, al cronista…ed a tutti i padani leghisti che si riconoscono in questi due “intellettuali”, un “incipit” per l’eventuale inno della Padania Libera:

“Va padano…a cagare su un campo d’ortiche..”

il resto lo lascio alla fantasia degli eventuali lettori.

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