Visto l’entusiasmo con cui è stata accolta la notizia che ero e sono incasinato…cominciamo con ordine e cioè dal fondo.
In pratica cominciamo a casaccio perchè essenso ben confuso le poche idee si sono mescolate splendidamente e mi danno una visione del mondo simile quella che doveva avere un figlio dei fiori a Woodstock alla dodicesima pastiglia di LSD.
Quindi partiamo da ieri o meglio dallo scorso weekend. Partiamo da lì giusto perchè i ricordi non sono ancora persi nella nebbia.
Coma alcuni sanno (e se non lo sapevano..lo apprendono ora), ho un amico che possiede (e mai termine fu mai adeguato) una barca e la tiene a al porto di Lavagna.
Precisazione. Con il tempo, frequentando tale porto, mi sono reso conto dell’inadeguatezza del termine “barca” , anche “natante” od “imbarcazione” o qualsiasi altro termine conosciuto non chiarisce il concetto.
La “barca” è qualcosa di estremamente variabile e fluttuante che muta aspetto e significato a secondo di ognuno. O meglio.. “del portafoglio” di ognuno.
Sì perchè alcune “barche” per alcuni..non sono altro che “canotti” o “tender” per altri. (dicasi tender il mezzo utilizzato per scendere a terra qualora non si ormeggi in banchina, alcuni come tender posseggono un 32 metri con piscina a vista…solitamente invece è un canotto mosso da ansimante motore del ciao).
Nel corso delle mie frequentazioni presso tale amico, ho visto ormeggiare transatlantici e piccole scialuppe formate da noci di cocco. Voi direte che comunque è lo spirito marinaro che c’è comune e non genera invidie o diversità: insomma ..”barchina mia per quanto tu sia piccina, sei sempre la mia bambina”.
C’è però una cosa che ai poco esperti sfugge ed è la costante delle nipoti.
Chi sono le nipoti ? Semplice, ora ve lo spiego.
Se osservate un natante da 32 barra 40 e più metri..prima o poi, al calare delle tenebre le noterete subito: le nipoti.
Esse sono esseri eterei, non terreni, esse non camminano ma sfiorano il terreno con i loro tacchi 12 inguainate in abiti firmati o molto spesso svestite in abiti sempre firmati.
Per tutto il giorno non avete notato nulla attraverso i vetri oscurati se non qualche rapido movimento del filippino di turno che lava o ramazza. Non le avete viste perchè solitamente stazionano al terzo ponte che dalla banchina o dalle altre imabrcazioni è invisibile.
Ma alla sera, quando la “barca” prende vita e si illumina come l’ Empire State Building la sera della fine della seconda guerra mondiale, ecco che compaiono. Accessorio comune a tutte: bicchiere di champagne svogliatamente tenuto nella mano destra mentre la sinistra aggiusta noiosamente i capelli.
Le nipoti hanno un’altra caratteristica comune: gli zii
Gli zii sono solitamente uomini di mezza età con girovita che fanno intendere che in gioventù lo sport praticato era la caccia alla polenta concia. Hanno ovviamente un fascino nascosto che nulla a che vedere con il fatto che posseggono l’albergo galleggiante chiamato volgarmente barca su cui sostano e dimorano le nipoti (ho escluso “si riproducono” perchè gli zii spesso non sono più in grado di procreare..).
Un’altro particolare comune sia agli zii che alle nipoti è alquanto interessante e curioso. La presenza delle nipoti esclude la presenza delle zie e viceversa, mentre l’umore degli zii peggiora visibilmente in presenza delle zie.
Insomma la fauna del porto è varia ma questo particolare aspetto è noto solo agli osservatori più acuti e maliziosi oltre che smaliziati. Non che io sia particolarmente smaliziato ma mi è capitato un paio di volte di riconoscere da dietro..alcune signorine che avevo visto (solo in foto ..giuro..solo in foto ..giurin giuretta..parola di piccolo lupetto) in altro contesto.
Chiusa questa parentesi stile “Quark”, passiamo al resto.
Il weekend l’ho quindi passato a Lavagna. Tempo favoloso, sole e sole e sole…ottimo. La barca che mi ha ospitato era priva delle caratteristiche adatte alla presenza di nipoti e il fatto che io fossi con mia moglie ed il mio amico pure…ha definitivamente escluso ogni possibilità di vita per loro. Chiarisco una cosa : il mio amico non era “pure” lui con mia moglie..ma con la sua…così ..giusto per mettere i puntini sulle “i” e le corne al loro posto.
Quando vado a lavagna capisco che ogni governo ha totalmente sbagliato politica fiscale e qualsiasi metro di valutazione e stima del reddito oltre che ad non avere le minime cognizioni riguardo ai controlli fiscali.
Nel porto di Lavagna (ma come in tutti gli altri porti italiani) la maggior parte delle barche non è italiana mentre tutti quelli che sono i proprietari effettivi..sì…chissà perchè.
Al baretto si sente che c’è la crisi e questo detto da un tizio che è appena sceso da un primatist che da listino costa circa 800.000 euro…ti fa una certa impressione. Io di primo acchito pensavo di lanciare una colletta od almeno offrigli il pranzo …ma poi mi sono accorto che forse il mio modesto reddito non bastava a pagare l’equipaggio ed allora ho pensato bene di mandarlo mentalmente a cagare. Ad essere sincero..il pensiero era più articolato e cioè prevedeva l’avverarsi di una successione di eventi: lui doveva essere colto da scariche di diarrea acuta, doveva recarsi in bagno, lo scarico doveva guastarsi proprio nel momento in cui lo azionava invertendo i flussi…e la porta del bagno si sarebbe bloccata per due lunghe ore. Ma comunque il concetto semplice era: ma va a cagà!
La stessa cosa accade quando ho parcheggiato la mia media utilitaria in un piazzale che sembra una concessionaria della Mercedes ma solo da 100.000 euro in su con la presenza di ferrari, porsche (rigorosamente Cayenne..penso che se hai un Carrera devi chiedere un permesso a parte alla capitaneria per parcheggiare) ; per un attimo ho pensato che potevo anche non chiuderla..tanto con tutto quel ben di Dio….quale pirla di ladro l’avrebbe scelta..ma poi pensando alle famose leggi di Murphy…l’ho chiusa.
Insomma…ma possibile che tutti questi siano cottimisti, operai della fiat in incognito, terzalovoristi, cassaintegrati? Io penso di no…ma in tanti anni non mi ricordo di aver mai sentito di alcun controllo in porto…anzi ..a dire il vero i controlli sono stati tali …che i precedenti proprietari del porto hanno fatto bancarotta e sono scappati con una valangata di soldi..così si racconta tra un aperitivo ed un altro.
Bello il porto di Lavagna, uno spaccato della vita, uno spaccato dell’Italia. Ci torno sempre molto volentieri, era qualche tempo che mancavo. Per fortuna il mio ristorante preferito è rimasto.
Chissà se c’era anche Duval…lo frequentava anche lui.