Ho scritto in un commento che non credo che la riapertura delle case chiuse sia la soluzione al problema della prostituzione, vediamo di spiegare perché.

Iniziamo da lontano e cioè con individuare le tipologie esistenti di prostitute; sì perché non sono mica tutte uguali.

Ho già scritto che la prostituzione è classista per eccellenza. Partiamo dal basso, il primo stadio è quello delle prostitute di strada; quelle che una volta erano chiamate “passeggiatrici” o “peripatetiche” con tono più intellettuale.

Oggi si chiamano “stradali” o “streets” che è il termine più in voga nei vari forum tematici. Un tempo le stradali erano per lo più italiane ed erano il risultato della legge Merlin; le prostitute buttate fuori dalle case non avevano altro luogo per esercitare che la strada. Successivamente, in tempi più recenti, la popolazione delle stradali è diventata quasi totalmente extracomunitaria con ondate successive riguardo alla nazionalità. Prima brasiliane (con una grossa percentuale di viados), poi nigeriane e nere in generale, albanesi e poi le ondate delle varie genie dell’est Europa dell’est, rumene, ucraine e moldave. Sempre più giovani e sfruttate.

Sia ben chiaro a tutti che questo segmento di mercato è soggetto ad un completo controllo delle organizzazioni malavitose. Le ragazze sono costrette a prostituirsi, non ci sono “volontarie” del sesso a pagamento.Tariffe popolari, una media di 30/40 euro a prestazione, talvolta meno e quindi contando una media di 20 clienti al giorno, si arriva a 600/800 euro giornalieri che vanno nelle tasche delle organizzazioni. E questo a prostituta; moltiplicate per le stradali che vedete nelle vostre città e vi renderete conto del giro d’affari.

Il secondo segmento è costituito dalle ragazze d’appartamento:le cosiddette “girls”. Queste ricevono in appartamenti, solitamente mono o bilocali affittati a prezzi esorbitanti da persone che di solito gravitano nel sottobosco diquesto ambiente. Qui il discorso di nazionalità si fa più variegato: le brasiliane hanno lasciato la strada e si dividono la piazza delle girls con le ungheresi , seguono le altre nazionalità. In questo settore si trovano anche italiane abbastanza facilmente. Sfruttate? In parte sì ma non nella totalità. Ci sono sempre più casi di gestione autonoma od addirittura di cooperazione tra più prostitute.

Tariffe che oscillano dagli 80 a 150 euro a prestazione. Un discorso diverso sono le cinesi che al momento sono le autentiche schiave del sesso a pagamento, costrette sotto la rigida sorveglianza della mafia cinese a prostituirsi per poche lire in appartamento; in sostanza prezzi simili alle stradali.

Poi ci sono le escorts che ricevono su appuntamento o magari non ricevono proprio e fissano l’appuntamento direttamente in albergo. Esiste una fascia intermedia di escorts che fa entrambe le cose e qui le tariffe oscillano da 200 a 500 a prestazione a seconda del tempo mentre le escorts che non ricevono arrivano a cifre sicuramente più elevate, tipo 1.000 euro o più per una cena e dopocena.

Finito? No, c’è poi un genere un po’ anomalo, le “no-prof” ovvero le prostitute che non lo fanno di mestiere ma che ogni tanto arrotondano mettendo annunci sui giornali oppure mediante il passaparola. Tariffe spesso simili alle altre, la differenza sta nella stupida illusione del cliente del frutto proibito e non accessibile a tutti. Poi c’è tutto il settore “simil – Corona” e cioè il settore modelle ed attricette. Poi ci sono anche le cortigiane di alto livello (ma questo è un settore molto molto ristretto e quindi lasciamo perdere…).

Ora che abbiamo eseguito una mappatura delle prostitute vediamo cosa succederebbe con la riapertura dellecase chiuse. Partiamo dall’alto ora. Pensate che il settore “simil-Corona” e cioè le attricette e modelle entrerebbero in una casa chiusa lasciando le possibilità di carriera, scrivendo sulla carta d’identità “professione: prostituta”? Io penso di no. Magari allora la segretaria che arrotonda potrebbe chiedere l’aspettativa o magari fare un part time: mattino in ufficio e poi il resto della giornata in casino. No, non riesco ad immaginarmi neanche questa eventualità.

Forse allora sarà l’escort da 1.000 euro a sera che andrà in casino. No, aspettate un secondo. Lei mica dichiara ora che percepisce questi soldi mentre se entrasse in casino dovrebbe pagare le tasse. No, penso che neanche lei entrerà in casino volentieri.

Magari allora saranno le “girls” quelle d’appartamento che tanto sono già abituate a stare chiuse. Strano però, per liberarle bisogna rinchiuderle un’altra volta. Mi sono dimenticato delle stradali, ecco qui sicuramente tutte queste ragazze che arrivano dai paesi dell’est non vedono l’ora di poter entrare in un bel casino italiano dove saranno al caldo ed avranno anche la previdenza sociale e l’assistenza medica. Sai che effetto quanto torneranno a casa per le feste e diranno con orgoglio: “faccio la puttana in un casino italiano, organizzato e con la benedizione dello Stato Italiano, gran bel paese”.

Ecco questo è il quadro che mi sono fatto riguardo agli effetti dell’eventuale riapertura delle case chiuse: sempre e solo le più disperate e sfruttate saranno le sfruttate delle case e saranno sfruttate dallo Stato.

2 Commenti to “Prostituzione Parte IV”

  1. A-Woman A-Man scrive:

    Se si vuole che il sistema diventi “umano” bisogna che anche le prostitute vogliano emanciparsi e passare da puttane a lavoratrici del sesso. Altrimenti non c’è santo che tenga e il sistema della clandesitinità attuale continuerà.

  2. Bibi scrive:

    Chissà..magari molte vorrebbero

    passare a lavoratrici e basta…

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