Il post sulla morte di Michael Jackson ha scatenato i fans. Oltre ai commenti penso che molti mi abbiamo mandato a cagare (come minimo).
Vediamo se riusciamo a ragionare un attimo con calma. Per prima cosa vorrei cercare di far capire ai bimbi che hanno nel cuore il mitico, le motivazioni del mio pensiero.
Tutto trae origine dalla musica. Io amo la musica in maniera esagerata. Ascolto musica da sempre, da piccolo e quando dico piccolo intendo proprio piccolo. Erano i tempi dei jubox che ora sono arredi di modernariato. Per capirci meglio, ho un autentico 45 giri di Little Richards (noto come Il vero re del Rock’nRoll ) che era in un jubox. L’anno lo lascio indovinare.
La folgorazione cioè il passaggio da marisa sannia e gianni morandi a qualcosa di diverso fu merito o colpa dei Beatles. Dal giorno che ascoltai per la prima volta “She loves you” nulla fu più come prima. Ho iniziato ad ascoltare di tutto e di più, ogni genere ed ogni cosa.
Tralasciamo cosa e chi ascoltavo ma concentriamoci sul “come” e sul “quando”. All’epoca tutto viaggiava via etere cioè il messia era la radio con programmi tipo “Per voi giovani” o “Supersonic”.
Io preferivo “Supersonic”, programma che andava alla velocità della luce come dicevano i conduttori; la sigla era qualcosa di travolgente: “In A Gadda Da Vida” degli Iron Butterfly. Storico e mitico brano.
incorporato da Embedded VideoIo ascoltavo il programma alla sera a letto, spesso a luce spenta perchè non dovevo stare sveglio molto a lungo. Ecco come sono cresciuto musicalmente. Con una radio accesa in una stanza.
La musica era qualcosa da ascoltare ed “immaginare“. La fantasia volava seguendo le note e non importava se non sapevi chi cazzo fosse o che faccia avesse il cantante degli Iron Butterfly (tra l’altro l’ho poi visto e non era certo un belvedere…). Quello che importava erano le emozioni e le sensazioni che mi dava la musica, il resto non era fondamentale.
Ricordo che alle medie la mia professoressa di musica ci fece fare un compito particolare. Ci portò nell’aula di musica e mise un disco di Tchaikovsky e ci disse di ascoltarlo con attenzione. Alla fine ci diede un foglio e ci disse di descrivere “cosa” avevamo sentito. Forse è l’origine del mio modo di ascoltare musica.
Io ho origini contadine e nel mio paesello natio per tutti musica voleva dire la banda del paese e quindi ero una specie di marziano quando ascoltavo Iron Butterfly o Popul Vuh (poco perchè erano veramente insopportabili..) o i Van der Graaf Generator (che tra l’altro sono ancora in giro per il mondo).
Poi un bel giorno arrivano i video e tutto finisce. I grossi capi del business vogliono governare meglio il mercato e quindi ecco il prodotto perfetto: il video. In questo modo si vendono meglio i dischi, non serve più saper suonare, basta avere una bella faccia e un bel culo e sei una star.
“Video kill the radio star” era il titolo di una canzone e fu proprio così. Iniziò l’era delle video star ed il modo di ascoltare musica è cambiato. Ora non si ascolta, si “guarda” la musica ed a scriverlo fa un pò effetto. Prima io immaginavo le storie dietro una canzone, potevo costruirmi un mio video (se vogliamo continuare il parallelo) personale con le emozioni e le sensazioni provate. Sicuramente era mio e non uguale a quello di un altro.
Ora tutti quando ascoltano una canzone hanno subito un riferimento preciso ed una storia nella testa. Se ascolti “Billie Jean” non puoi non pensare alla passaggiata con le luci che si accendono e spengono. Magari se non avessi visto il video, avrei avuto altre sensazioni e forse mi sarei immaginato un’altra storia ed anche la fanciulla che tanto si è incazzata perchè ritengo MJ una figura media musicalmente parlando, forse avrebbe avuto anche lei una visione diversa della storia.
Questa è la mia formazione musicale, non mi fermo a guardare se uno balla bene o se è un figo o se i video sono grandiosi. Se è tanto bravo a fare video, allora perchè non fa il cinema e lascia perdere la musica? Madonna ci ha provato ma l’hanno presa a calci in culo. Purtroppo sono un residuato bellico, me ne rendo perfettamente conto ma sono contento così. Però continuo ad ascoltare musica, anche quella più strana e lontana da me.
Non amo quasi nulla di tutti quei ragazzoni neri con i pantaloni a livello inguinale ed il cavallo a livello delle caviglie. Mi sembrano tanti deficienti e musicalmente decisamente poveri, però ogni tanto nel mazzo qualcosa si trova, ad esempio 50cent che in alcuni brani non mi dispiace, buona ritmica e feeling.
incorporato da Embedded Video

















Commenti recenti