Oggi ho visto un “cirabebè” ed un fatto molto insolito e raro.

Insolito perchè siamo nettamente fuori stagione e raro perchè anche durante la stagione è difficile vederne in città.  Una volta era una cosa normale, come anche vedere le lucciole o le farfalle (sia le cavolaie che tutte le altre), oggi è diventata una cosa da “National Geographic”.

Forse non tutti sanno cos’è un “cirabebè”. Io provengo da un paese rurale, origini contadine e dalle mie parti il “cirabebè” è la libellula. E’ un insetto bellissimo a mio parere. Da piccolo le rincorrevo nei prati e prenderle non era semplice; bisognava essere pazienti e rapidi. Si aspettava che si posassero su un fiore od uno stelo e poi con molta calma ed attenzione si avvicinava una mano e le si prendeva per le ali. Non era facile ma con un pò di pratica ci si riusciva abbastanza spesso e poi non avevo un cazzo d’altro da fare.

Di libellule ricordo due tipi, la classica ed il cardinale. Non so se si chiama veramente così, era il nome che ho sempre sentito ed era perfetto. Il cardinale è una libellula con una livrea rossa intensa, cardinalizia appunto. Era la più bella ed anche la più veloce e difficile da prendere. Forse era il maschio…non so, onestamente non ho mai approfondito la questione.

Un mio amico dell’epoca le mangiava le libellule. Le prendeva, staccava la testa e succhiava il resto. Diceva che era dolce ed a sentire altri era vero. Io non sono mai riuscito a farlo. Un pò perchè mi faceva schifo ed un pò perchè mi dispiaceva per la libellula.

Del resto erano tante le cose che succedevano a quei tempi in campagna e che se raccontate ora farebbero un certo effetto. Ad esempio, sempre il compagno di giochi di prima, quando raggiunse il periodo in cui si è devastati dalla tempesta ormonale dell’incombente maturità sessuale, ebbe anche un’esperienza con una gallina. Non dico altro ma quando lo raccontò, ci mettemmo tutti a ridere come matti e io pensai che fosse anche un pò strano. Dopo qualche tempo, nella civilissima ed avanzata città dove frequentavo l’università, una sera tra distinti compagni di corso ubriachi si giocò a raccontarci le nostre prime esperienze e fu così che rivalutai il compagno della gallina.

Tornando al “cirabebè”, oggi l’ho visto per caso; ero nel cortile di casa e stavo entrando in macchina quando all’impovviso me lo sono trovato davanti svolazzante. Non era un cardinale ma era grande e bello. Era parecchio tempo che non ne vedevo uno. Sono rimasto a guardarlo mentre andava a destra e sinistra senza meta apparente. E’ stata un’apparizione fuori dal tempo, destinata ad una morte certa tra breve perchè non penso che possa resistere a lungo alle temperature di questi giorni. Non riesco a capire da dove sia sbucato ma lo ringrazio per avermi fatto ricordare i tempi in cui correvo tra i prati.

Magari ci sarà anche un cimitero dei “cirabebè”.

Questa non è una review ma piuttosto un racconto che mi è tornato in mente stamattina mentre riflettevo su viagra e similari. Pensando a tutti gli incontri avuti ed all’ineccepibile comportamento del mio inseparabile amico (almeno per me ovviamente), mi è venuto in mente un incontro decisamente particolare dove il mio amico dette il meglio di sè ed allora ho pensato di raccontarlo.

Le premesse sono un pò articolate; la fanciulla che dovevo incontrare mi era stata segnalata da un membro di un luogo di perdizione dove gli ometti si scambiano informazioni su prestazioni di procaci fanciulle.Il soggetto segnalatore godeva di indiscussa e venerata fama e la fanciulla era stata oggetto di lodi sperticate.

Quindi stando a queste premesse era un “colpo sicuro”. Mi organizzo per benino per incontrare questo esemplare di ominide di sesso femminile che dovrebbe risvegliare l’animale che è in me fino a portarmi allo sfinimento corporale. Già la procedura di avvicinamento è complessa; un primo approccio fallisce (forse ero sottovento e si è intimorita).

Ritento e ho miglior fortuna, il giorno prima era solo il cellulare spento. Appuntamento fissato, auto pronta, azzo! Cliente rompiballe ma molto remunerativo! Riaggancio l’ominide e mi spertico in scuse e rimandiamo. Detto tra noi il tono di voce e la simpatia emanata sembrano confermare tutto quanto detto di buono su questo esemplare. Riesco a programmare la battuta di caccia per la settimana successiva e finalmente parto per il safari.

Arrivo dove l’ominide ha il suo habitat naturale; il suo territorio mi lascia abbastanza perplesso ma in fin dei conti sono solo di passaggio, mica devo restarci tutta la vita. La procedura di ingresso nella caverna è alquanto complessa anche stavolta. Faccio un paio di giri d’ispezione che mi danno modo di visionare la fauna locale e che mi ricordano di segnarmi bene i nomi delle vie così quando ho un caro amico da far sparire lo mando qui alla sera!

Finalmente arriva il momento; entro nella caverna e son già pronto per partire all’attacco!

Fine della storia. Sì, avete capito. Proprio fine della storia, adesso sta cominciando un’incubo. Mi apre l’ominide di sesso femminile avvolta in una vestaglia trasparente che nulla lascia immaginare ma che al contrario mette in bella mostra il suo fantastico 1,50 di statura per 70 kg di peso ben distributo (se fosse un lottatore di sumo!). Resto basito sulla porta e quell’attimo di indecisione mi è fatale, mi prende il braccio e mi tira dentro nella tana.

Ecco, ora mi è chiaro come si estinse l’uomo di Neanderthal. Intrappolato anche lui in qualche caverna non potè più procacciarsi il cibo e la vergogna lo spinse a non uscire più dalle caverne, così lasciò campo libero all’uomo sapiens. Tornando a me, ormai sono dentro, cerco una timida difesa,annuncio che forse sono un pò in ritardo su un appuntamento imprevisto, forse non potrò restare tutto il tempo previsto.

Niente da fare, l’ominide ha ormai la situazione sotto controllo, mi conduce nella sala pretortura, il bagno; espletate le formalità di rito sono pronto per il patibolo. Rassegnato spero che il mio amico non mi tradisca perchè non vorrei incorrere nelle ire dell’ominide.Per fortuna l’amico ha capito e cerca di fare del suo meglio. Con un pò di rilassamento yoga e concentrandomi sulla puntata di Baywach vista di sfuggita il giorno prima, riesco a portare a termine un primo difficilissimo round!

A questo punto penso di essere in salvo, mi alzo ringrazio e cerco di raggiungere i miei abiti e poi l’uscita della caverna. Vengo bloccato subito, il menu prevede anche il massaggio; “no grazie sai com’è, è tardi” queste sono scuse che il nostro ominide ben addestrato supera con estrema facilità. Sono nuovamente in sua balia, dopo il massaggio inizia di sua iniziativa un secondo round! “Pietà” urla disperato il mio amico; non posso fare nulla, cerco una via di uscita ma alla fine devo cedere. Ora si tratta di capire come arrivare alla fine e se questo sia possibile.

Mentre l’ominide ripassa il Kamasutra, mi sforzo di ricordare tutte le belle esperienze avute in passato ma questa tattica non funziona, anzi il confronto brutale tra realtà ed immaginazione ha un un effetto deleterio sul mio amico. Cerco allora nuove tattiche e posizioni ma nulla succede. Disperato mi gioco l’ultima carta: fingerò!

Mi preparo con cura, la metto in una posizione che non le permetta di vedere cosa succede, aumento il dosaggio e la velocità d’esecuzione, cerco i imitare al meglio i mugolii dei film hard ed alla fine provo a fingere un grandioso orgasmo! E rapidissimo come un cobra estraggo l’amico felice e butto via l’impermeabile!

Hurrà! Missione compiuta! Orrore!

L’ominide si alza e va a controllare le condizioni dell’impermeabile! Dice che lo fa tutte le volte per sicurezza! Mi domanda come mai l’impermeabile è asciutto e veramente a questo punto sono sull’orlo di una crisi di nervi ma riesco a raccontarle una balla invereconda sulla mia minima quantità seminale.

Distrutto riesco ad alzarmi e finalmente ad uscire dall’antro della Sibilla Cumana! Non senza averle dovuto promettere di tornare presto perchè l’ominide era rimasta molto ben impressionata dalla mia performance. Tornando barcollante alla macchina ho maledetto in tutte le mie lingue conosciute e forse anche in qualche altra il fantastico suggeritore di un simile incontro ed anche tutti coloro che ben consci di ciò che avevano vissuto hanno continuato a lodare l’ominide forse per timore reverenziale verso il principe e sommo conoscitore o semplicemente per perfido desiderio di vendetta e rivalsa sui poveri cristi che sarebbero caduti nella trappola della Sibilla!

Non ci sono link per conoscere la Sibilla e non vi darò alcuna indicazione, certe sofferenze devono macerare nell’intimo di un uomo, nel suo privato. Se mai avrete la sfortuna di incontrare la Sibilla, dovrete solo essere pronti a non perdere l’attimo fuggente del primo minuto quando ancora non avrete varcato la sua soglia; quello è il confine tra inferno e paradiso.

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