Oggi ne parleranno o scriveranno tutti, cani e porci e quindi ho deciso che potevo anch’io sparare le mie cazzate per l’anniversario della caduta del muro di berlino.
Da dove si parte? Dal ricordare perchè è stato costruito? Mah.. non ha molta importanza, ora non c’è più nulla, non c’è niente di vagamente simile a quel periodo. Era il periodo della Guerra fredda anzi era l’inzio. Che Usa e Russia si guardavano in cagnesco era da parecchio ..poi la guerra contro il demone nazista aveva reso tutti amici seguendo la logica : se il mio nemico è anche tuo nemico, allora siamo amici.
Finito il nemico comune è finita anche la luna di miele e tutto è tornato come prima. Ed allora il Muro.
Ho trovato alcuni interessanti filmati riguardanti la costruzione e la caduta del Muro dove si vede cosa ha significato per la germania.
Sì perchè tutti parlano del Muro come la Cortina di Ferro cioè la separazione tra Bene e Male , di là i cattivi e di qua i buoni (dove però ..il qua ed il là ..sono molto soggettivi e variano nel tempo a mio avviso). Tutto viene visto dal punto di vista dell’ordine mondiale mentre si dimentica molte volte lo strazio di un paese diviso.
Non sono mai stato a berlino e mai ci andrò a questo punto, non avrebbe più senso. Sono stato spesso invece in germania…deutschland uberalles.. I tedeschi non mi sono mai stati particolarmente simpatici e tutt’ora non sprizzo gioia da tutti i pori quando li incrocio, troppo diversi dal mio modo di vedere le cose.
Però una cosa va detta. Ho vissuto parecchio tempo in germania e presso famiglie anche (come ho scritto nel post “una voce”) e proprio all’interno di queste famiglie ho capito cosa volesse dire il Muro per un tedesco.
La famiglia di cui ho scritto era originaria di Dresda. Dresda fu la città praticamente completamente distrutta da uno dei più feroci e stupidi bombardamenti della seconda guerra mondiale. Eravamo alla fine oramai, era il 15 febbraio 1945, il terzo Reich era alla frutta e raschiava il barile mandando la Hitler Jugend in battaglia, soldati bambini armati di panzerfaust (arma anticarro) che venivano falcidiati dall’armata rossa con la facilità con cui si raccoglie un fiore.
Il bombardamento non fu mai spiegato o giustificato pienamente (se mai si possa giustificare o spiegare..). Il centro di Dresda fu raso al suolo con l’impiego di bombe al fosforo, i civili bruciarono come candele per ore raccontarono i supestiti. I morti furono stimati tra i 25.000/35.000 ma sono stime difficili visto che la città era piena di sfollati provenienti dal fronte dell’est che stava tracollando, i russi erano vicini.
Da più parti si è ventilata l’ipotesi che il bombardamento fu deciso non tanto per far crollare il morale dei tedeschi (già sotto il tallone delle scarpe) ma bensì per mostrare ai vicini russi il potenziale bellico degli Alleati occidentali, una specie di monito a non allargarsi troppo. Un anticipo di Guerra fredda.
Bene, questa famiglia era originaria di Dresda, erano usciti vivi dal disastro e poi si divisero.Una parte si diresse verso ovest, una parte rimase in città o quello che ne rimaneva. Due fratelli in posti diversi. Da lì a qualche mese, la resa della germania e la suddivisione tra est ed ovest. Una famiglia a Dresda e l’altra ad Aachen, al confine con l’Olanda. Il patriarca della famiglia, una sera dopo cena mi raccontò tutta la storia, con parole semplici e molto per sommi capi visto il mio tedesco. Era un omone grande e grosso, con un giro vita notevole, provato da ettolitri di birra e wurstel, ma quella sera lo vidi con i lucciconi agli occhi mentre mi raccontava del fratello che non vedeva da più di 30 anni, dei nipoti che non aveva mai visto se non in fotografia.
Era il 1989, dopo qualche mese il crollo del Muro. Ricordo che ero davanti al televisore e guardavo il Muro che cadeva, la gente che si abbracciava e pensavo ad un omone ad Aachen con i lucciconi agli occhi.
La Caduta del Muro
Oggi ne parleranno o scriveranno tutti, cani e porci e quindi ho deciso che potevo anch’io sparare le mie cazzate per l’anniversario della caduta del muro di berlino.
Da dove si parte? Dal ricordare perchè è stato costruito? Mah.. non ha molta importanza, ora non c’è più nulla, non c’è niente di vagamente simile a quel periodo. Era il periodo della Guerra fredda anzi era l’inzio. Che Usa e Russia si guardavano in cagnesco era da parecchio ..poi la guerra contro il demone nazista aveva reso tutti amici seguendo la logica : se il mio nemico è anche tuo nemico, allora siamo amici.
Finito il nemico comune è finita anche la luna di miele e tutto è tornato come prima. Ed allora il Muro.
Ho trovato alcuni interessanti filmati riguardanti la costruzione e la caduta del Muro dove si vede cosa ha significato per la germania.
Sì perchè tutti parlano del Muro come la Cortina di Ferro cioè la separazione tra Bene e Male , di là i cattivi e di qua i buoni (dove però ..il qua ed il là ..sono molto soggettivi e variano nel tempo a mio avviso). Tutto viene visto dal punto di vista dell’ordine mondiale mentre si dimentica molte volte lo strazio di un paese diviso.
Non sono mai stato a berlino e mai ci andrò a questo punto, non avrebbe più senso. Sono stato spesso invece in germania…deutschland uberalles.. I tedeschi non mi sono mai stati particolarmente simpatici e tutt’ora non sprizzo gioia da tutti i pori quando li incrocio, troppo diversi dal mio modo di vedere le cose.
Però una cosa va detta. Ho vissuto parecchio tempo in germania e presso famiglie anche (come ho scritto nel post “una voce”) e proprio all’interno di queste famiglie ho capito cosa volesse dire il Muro per un tedesco.
La famiglia di cui ho scritto era originaria di Dresda. Dresda fu la città praticamente completamente distrutta da uno dei più feroci e stupidi bombardamenti della seconda guerra mondiale. Eravamo alla fine oramai, era il 15 febbraio 1945, il terzo Reich era alla frutta e raschiava il barile mandando la Hitler Jugend in battaglia, soldati bambini armati di panzerfaust (arma anticarro) che venivano falcidiati dall’armata rossa con la facilità con cui si raccoglie un fiore.
Il bombardamento non fu mai spiegato o giustificato pienamente (se mai si possa giustificare o spiegare..). Il centro di Dresda fu raso al suolo con l’impiego di bombe al fosforo, i civili bruciarono come candele per ore raccontarono i supestiti. I morti furono stimati tra i 25.000/35.000 ma sono stime difficili visto che la città era piena di sfollati provenienti dal fronte dell’est che stava tracollando, i russi erano vicini.
Da più parti si è ventilata l’ipotesi che il bombardamento fu deciso non tanto per far crollare il morale dei tedeschi (già sotto il tallone delle scarpe) ma bensì per mostrare ai vicini russi il potenziale bellico degli Alleati occidentali, una specie di monito a non allargarsi troppo. Un anticipo di Guerra fredda.
Bene, questa famiglia era originaria di Dresda, erano usciti vivi dal disastro e poi si divisero.Una parte si diresse verso ovest, una parte rimase in città o quello che ne rimaneva. Due fratelli in posti diversi. Da lì a qualche mese, la resa della germania e la suddivisione tra est ed ovest. Una famiglia a Dresda e l’altra ad Aachen, al confine con l’Olanda. Il patriarca della famiglia, una sera dopo cena mi raccontò tutta la storia, con parole semplici e molto per sommi capi visto il mio tedesco. Era un omone grande e grosso, con un giro vita notevole, provato da ettolitri di birra e wurstel, ma quella sera lo vidi con i lucciconi agli occhi mentre mi raccontava del fratello che non vedeva da più di 30 anni, dei nipoti che non aveva mai visto se non in fotografia.
Era il 1989, dopo qualche mese il crollo del Muro. Ricordo che ero davanti al televisore e guardavo il Muro che cadeva, la gente che si abbracciava e pensavo ad un omone ad Aachen con i lucciconi agli occhi.
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