Il ricordo della strage alla stazione di Bologna che avevo in parte rimosso, mi ha fatto riaffiorare altri ricordi legati a questa città. Andiamo con ordine.

Per prima cosa la strage del 2 agosto 1980.

Io dovevo partire per le agognate vacanze il 2 agosto per raggiungere amici ed amiche in calabria. Il treno che avrei dovuto prendere era quello che si è fermato al primo binario, quello investito dall’esplosione.

Il caso ha voluto che ho anticipato la partenza di un giorno, tanto non faceva differenza un giorno più o un giorno in meno. Così parto il 1 agosto e passo da Bologna, il treno si ferma, mi affaccio al finestrino e guardo la gente in attesa sul binario. Belle ragazze, altre meno belle, tanta gente. Il treno riparte ed il mio viaggio continua. Arrivo a destinazione ed alla mattina giunge la notizia della strage.

La stazione di Bologna la conoscevo bene ed anche la città. Era da circa tre anni che avevo un feeling particolare con quei luoghi. Tutto era iniziato per caso durante una vacanza estiva sulla riviera adriatica. Conosco per caso (mica tanto per caso, si andava apposta a “cuccare”) un paio di ragazze di Bologna. Per agevolare la conoscenza, mi “associo” ad un altro ragazzo di Milano mai visto nè conosciuto ma in questi casi l’unione fa la forza e così riusciamo a formare un gruppetto.

Bel gruppo. Sono due amiche che si conoscono da parecchio e sono al mare per divertirsi, si ride, si scherza, insomma una vacanza piacevole. Ci si lascia con la classica promessa di sentirci e di scriverci e di incontrarsi. Allora non c’erano i telefonini con i messaggi “TVB” o altre cagate così, non c’era internet con yahoo..messanger chat o altro. Per tenere contatti con qualcuno lontano, l’unico mezzo era prendere carta e penna. Chi non era avvezzo alla scrittura, se la cavava con una cartolina.

Con sorpresa, ricevo una prima lettera e poi altre ed allora comincio a scrivere anch’io, già allora ero abbastanza grafomane. In pratica si combina per un incontro in quel di Bologna e così ci si vede tutti ancora. L’anno dopo stessa spiaggia, stesso mare ed il gruppo si ricompone. Insomma una bella storia.

Una di loro abitava in centro, via Zamboni. Abitazione modesta come il lavoro della madre ma simpatia che sprizzava da tutti i pori. La madre, una signora che mi accolse in casa come un figlio.

L’altra, quella a cui ero…diciamo più interessato…, abitava in periferia. Situazione famigliare molto meno solare e più incasinata ma onestamente interessava poco perchè era una gran bella ragazza anche se insopportabile dato che volubile e lunatica come poche. Cambiava idea ed umore ogni due minuti come cambia la pronuncia del sardo secondo Aldo, Giovanni e Giacomo, secondo l’umidità.

L’anno dopo, il 1979, sono ancora a Bologna per il concerto simbolo di quei tempi: Patty Smith.

Erano i tempi dei ragazzi in vespa, tutti distrutti e svaccati e tutto questo era lontano anni luce da me. Erano tempi strani ma Patty Smitth non si poteva mancare.

Le amiche sono ancora lì ma molto meno amiche; tensioni e piccoli battibecchi e poi si cresce ed ognuno ha la sua storia e la sua strada da percorrere. Loro non vengono al concerto ma nei tre giorni precedenti ricostruiamo un pò l’atmosfera dei vecchi tempi.  Una sera andiamo sui colli a vedere Bologna dall’altro e si passa la serata su di un prato con Bologna illuminata di fronte.

Mi lasciano davanti allo stadio e ci salutiamo. Non ho più saputo nulla di loro. Per uno sfortunato incidente, lettere ed indirizzi sono andati persi il mese successivo e nessuna lettera mi è più arrivata.

Il concerto è stato … mah..dal punto di vista musicale una schifezza: audio pessimo, palco lontanissimo e un fumo persistente che ha creato una nebbia fitta. Fumo inteso come “fumo”… mai vista tanta gente sfatta e “fatta” come allora.

Il ritorno a casa passa per l’assalto al treno alla stazione. Polizia ovunque, tafferugli ogni tanto. Gente che dorme, altra che vomita, altri che molto più prosaicamente ed allegramente scopano. Stazione stracolma e treni presi d’assalto con gente che sale dai finestrini. Treni speciali in arrivo, biglietti questi sconosciuti. Insomma un caos.

Per questi motivi la stazione di Bologna la conoscevo abbastanza bene e quel giorno rivederla nelle immagini dei telegiornali distrutta e stravolta non fu un bel vedere. Ne avevo quasi rimosso il ricordo.

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