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Cosa sto preparando?

Domanda: Cosa sto preparando?

Risposta: e chi se ne frega?

Vero..risposta legittima..e del tutto condivisibile..anche da me…però visto che me la sono fatta sta domanda tanto vale che dia la risposta.

Sto tornando sul luogo del delitto..cioè sto tornando a rimestare nel campo dei forum e dell’escorting. Perchè? In realtà non ne sono mai uscito ma nell’ultimo anno ho fatto alcuni esperimenti…alcune prove..insomma mi sono divertito a fare il pirla (ci riesco benissimo..interpretazione da oscar).

Insomma tornerò a rimestare il torbido mondo dei frequentatori dei peggiori bordelli di calcutta come direbbe chiara…però stavolta visti in chiave più ironica e divertente…meno pesante.

Ci vuole ancora un po..non sono ancora pronto ma penso che alla fine il risultato sarà interessante, di sicuro mi farò dei nuovi “amici”.

Inoltre ho altri fili da riprendere e riannodare..vi basti pensare che ho circa 53 bozze che attendono di essere riviste..cosa stranissima per me perchè solitamente scrivo di getto.

Sicuramente la maggior parte finirà nel cestino perchè non più attuali o semplicemente perchè non le sentirò più mie…comunque qualcuna si salverà…putroppo per voi.

Cosa vuol dire “a.y.s.”

Ok… visto che è Natale faccio un “regalo” anch’io.

Ultimamente è tornata la curiosità intorno a “Bibiebibo” ..alla firma… ed ad altre cosette; tutte non si possono svelare ma qualcosa sì.

Ed allora sveliamo il mistero della “firma” ovvero il mistero di “a.y.s.

Avrete capito che è un acronimo, si tratta di capire cosa voglia dire, però prima bisogna che vi racconti come l’ho scoperto.

Erano altri tempi e precisamente Londra.. un tempo fa imprecisato (altrimenti .. si ricomincia con l’età..) ma comunque parecchi anni fa ed ero maggiorenne e vaccinato.

Mi trovavo a Londra per un misto di lavoro e piacere e qualcosa riguardo a quel periodo ho già scritto in passato. Londra dal punto di vista “escorts” è il massimo; lo era all’epoca e lo è ancora penso. Io avevo già questa tendenza ed ecco che frequentavo di tanto in tanto qualche escort sia indipendente che di agenzia.

Una sera chiamo una escort e mi accordo con lei per un incontro. Viene da me e passiamo un paio d’ore decisamente piacevoli. Mi ricordo perfettamente il nome “Mercedes”, origine ispaniche ma non meglio identificate. Ho ancora da qualche parte il suo biglietto da visita che mi lasciò, era nero con solo il nome in oro, il numero di telefono ed una sigla sotto il nome (sempre in oro).

La sigla era l’acronimo “a.y.s.”. Tutto chiaro adesso? Non ancora?

Chiarito che è di origine anglosassone…proviamo ad immaginare cosa possa esserci scritto su un biglietto da visita di una escort. Cosa fa una escort? …Ok..tante cose..ma una cosa principalmente: fornisce un servizio (almeno ..nella concezione anglosassone di escort).

Quindi la “s” sta per “service” ed ora è tutto più chiaro.

L’acronimo è il seguente : At Your Service, “al tuo servizio” letteralmente ma meglio inteso come  “per serviti“.

Mi piacque quella sigla e quando iniziai a scrivere nei vari forum e dovetti trovarmi una firma, dopo aver usato per un po’ “Con affetto” che però risultava troppo mieloso…ecco che ho inizato ad usare “a.y.s.”.

Ecco svelato il mistero della firma che ha incuriosito parecchio e non solo qui sul blog ma anche nei vari forum. Non è un grande mistero ma è questo è quanto.

Resta ancora parecchio da definire…tipo come è nato il nick…il racconto sulla nave scuola…l’età (questa ..neanche con le pinze dell’Inquisitore..).

a.y.s. Bibi

Ho fatto l’accompagnatore per signore

La fase iniziale del nuovo progetto è partita e devo dire che è andata abbastanza bene, tanto bene che sta già camminando da sola. La seguirò ancora molto da vicino ma non dovrò essere sempre presente e ciò era quello che speravo.

A margine di tutto quello che è successo devo anche spiegare il titolo del post altrimenti mi si prende per matto (oddio..mica tanto difficile).

E’ successo alla presentazione ufficiale del nuovo progetto che non sto a spiegare. In due parole..ricordate quando ho scritto che ero andato a roma per incontrare uno stronzo di parlamentare? Bene..da lì è partito un progetto ed ora si è concretizzato. Ed a Roma in questa settimana è stato lanciato.

Ed è qui che ho fatto l’accompagnatore. Devo dire che è stato molto strano, per anni ho usufruito di servizi di “accompagnatrici” ed alla fine, come in una infernale dantesca legge del contrappasso, mi sono ritrovato “accompagnatore”.

E’ successo tutto per caso e per colpa delle quattro parole che conosco di russo. C’erano anche clienti che provenivano da quelle parti ed allora mi sono ritrovato a scarrozzarmi tre tizie per roma. Tra le altre cose, non essendo romano, non è stata proprio una passeggiata.

Ma andiamo con ordine.

Tutto inizia con la presentazione del progetto seguita da rinfresco ect. ect. ect. a cui segue un bel cazzo di niente perchè nei programmi, alla fine della giornata ognuno doveva andarsene per i cavoli suoi. Errore madornale perchè le tre tizie vogliono andare in giro per Roma ma non conoscono una parola che non sia il rumeno o il russo (due rumene ed una russa). Ed allora il mio “brillante” socio si ricorda che conosco quattro cazzate in quella lingua e mi spaccia per un fine dicitore e conoscitore dei versi di Gogol ..(bastardo dentro…) ed assicura le signore che sarò la loro guida…(bastardissimo dentro e fuori..).

Ora.. le signore non sono propriamente “signore”….diciamo le cose come stanno; una (la russa) è un donnone di circa 40 anni e di notevole stazza, le due rumene hanno invece una trentina d’anni, una normalissima ed una invece è una notevole gnocca (per dirla in maniera comprensibile a tutti).

Si parte subito per la cena e mi tocca improvvisare pescando a caso un locale trasteverino e per fortuna mi va bene. Il donnone russo si lancia un assaggio di qualsiasi cosa gli passi a tiro di forchetta…mentre la “normale” (così la distinguo dalla “gnocca”) si limita a guardare e spiluccare poco o niente. La “gnocca” invece è normale ma ci dà dentro un pò troppo con il vino dei castelli.

A fine cena, la “boa da stazionamento” (la russa) cede stravolta dall’ultimo “tiramisù” fagocitato e vuole rientrare in albergo. Indeciso sino all’ultimo se chiamare un taxi od un carro attrezzi, opto per il primo ed a fatica la carico sul mezzo sotto lo sguardo preoccupato del tassista che mi dice “ahò…avevo appena rifatto gli armortizzatori..li mortacci..”.

A questo punto mi sembra che tutto vada per il meglio e mi accingo a chiamare altri taxi ma le due mi bloccano: “disco”…disco? Che disco??   Orario? Volante? Specificare prego…

Sono cazzi… vogliono andare in discoteca a ballare… Ora.. io ho una certa età, non nego che da ragazzo ho frequentato discoteche ma si parla di luoghi che ora non esistono più…dove andavo io si sta scavendo per ritrovare i reperti dell’epoca e conservarli in un museo.. E tutto questo non accadeva a Roma.

Disperato chiedo aiuto al padrone del ristorante che impietosito mi snocciola qualche nome di discoteca abbastanza in voga nella capitale.

“Gilda”…”Jackie O”… “Piper”… cazzo ma sono gli stessi nomi che circolavano ai miei tempi! Ecco perchè la chiamano la città eterna!  Poi arrivano altri nomi a me sconosciuti.

Erudito in cinque secondi sulla vita notturna della capitale, mi lancio e propongo alle tizie un primo locale. Via ..si parte.

Arriviamo in questo locale ed onestamente mi aspettavo qualcosa di meglio ma questo è quello che passa il convento e considerando che entrando ho visto in lontananza il Cupolone…mi pare un paragone adeguato.

Le due si lanciano in pista incuranti di tutto e tutti. Resto un pò allibito perchè danno dei punti alle cubiste del locale, se avessero a disposizione un palo…non so dove lo farebbero sparire.. Io ero rimasto a dei balli forse un pò più “normali”, qui è tutto uno struscio ed un mood da film porno. Fatto sta che in breve tempo la zona si riempie di “tafani”. Cos’è un “tafano”? E’ quell’insetto estremamente noioso ed insistente che morde come pochi e che solitamente tortura le vacche..ed i cristiani durante l’estate.

Dalle mie parti sta anche ad indicare quei simpaticoni che cercano ostinatamente di accoppiarsi e copulare con tutte le ragazze, donne o similari che capitano a tiro. In discoteca se ne trovavano sempre e vedo che questo non è cambiato.

Le due ragazze hanno attirato l’attenzione di tutti i “tafani” locali e devo dire che i romani in quanto a “tafanaggine” non hanno rivali… ma le due se la ridono alla grande e capisco che si stanno divertendo a prendere per il culo la nuvola che le circonda. Io di mio faccio “l’attaccapanni” cioè mi appoggio al muro, bevo e guardo e me ne sbatto i maroni pensando a quello che devo fare il giorno dopo.

Dopo un paio d’ore e almeno tre comsumazioni, la “gnocca” arriva e mi dice “dove andiamo adesso?”….. Come dove andiamo? Ci sono due opzioni: a dormire o a fanculo… NO..terza opzione..in un altro locale..perchè uno non basta, vuole vedere Roma..ect. ect… ect…

Sorridenndo e bestemiando, allontano i “tafani” dalla normale e con entrambe guadagno l’uscita inseguito dalle maledizioni sulle mie future generazioni ed apprezzamenti sulla professionalità delle mie nonne e bisnonne lanciatemi dai medesimi.

Opto per un locale del Testaccio e mi ritrovo in una bolgia pazzesca..locale decisamente di basso livello sia come gente che musica ma alle due tipe va bene, sarà l’alcool penso.

La gnocca è presa subito d’assalto da due esemplari veramente interessanti di “maschio coglione” cioè quello che fa il “conquistador” in disco… Gli esemplari hanno in comune una bella piazzola in testa dove poter parcheggiare gli autobus dei fedeli diretti a San Pietro, un fisico asciutto..ma nn certo atletico, davanti hanno un discreto “cimitero di tortelli” come dicono un paio di comici. E gli occhi… Non so se gli ho notati solo io ma hanno gli occhi spiritati, in continuo movimento su ogni parte del corpo della gnocca. Mi sorprendo a pensare se anch’io ero così, se anch’io mi comportavo allo stesso modo…oddio..che figura di merda….se così fosse mi sarei dato buca da solo.

La normale ha pure lei il suo bel da fare a districarsi tra i vari polipi che la circondano ma tutto procede senza intoppi.  La cosa mi sfugge di mano quando la “gnocca” comincia a slinguazzare con un maschio ruspante che deve avere il porto d’armi visto che ha la pistola in tasca o almeno credo.

I “tafani” a questo punto si buttano tutti sulla normale che comincia a dare segni di cedimento ed alla fine…cede e si slimonazza anche lei un bel tafano. Dalla posizione di attaccapanni osservo il mesto disperdersi dei tafani rimasti delusi, tutti con le pistole in tasca e senza poter sparare un colpo.

Ora mi pongo il problema: come fare ad andarmene a dormire e portare a nanna le due senza dover affrontare duelli rusticani con i due tafani? Oppure lasciarle lì a sbrigarsela da sole? Opto per una soluzione suggeritami da Quinto Fabio Massimo, temporeggio.

La gnocca prosegue a stupirmi perchè in pratica è lei quasi a scopazzarsi il tafano mentre la normale è più vittima che carnefice.  Le cose vanno per le lunghe e mi sto quasi addormentando quando lo scenario muta di colpo. Le due salutano i rispettivi tafani, si slinguazzano e poi con tutta calma vengono verso di me e mi dicono che possiamo andare… Io sono stupito ma non trovo le parole esatte per descrivere le facce dei due tafani scaricati a quel modo..non ci sono veramente parole, dovrei fare solo una foto ma ritengo che se voglio uscire vivo sia una cosa da evitare.

In taxi le due ridono alla grande e poi mi parlano un pò della serata. La discussione continua in albergo ed in pratica mi confidano che volevano solo divertirsi un pò, sono entrambe sposate e con prole pure.  Mai avuto intenzioni di andare oltre, solo un pò di divertimento e niente più ed anzi la gnocca mi chiede se per caso mi sono offeso o se mi hanno creato problemi. “Assolutamente no” è la mia risposta e devo dire che so mentire abbastanza bene e penso che l’abbia bevuta.

Quando salgo in camera ripenso alla serata e penso a tutti i vari manager che dopo stressanti riunioni o congressi alla fine si “rilassano” con varie escorts. Ho lavorato per un pò di tempo in una multinazionale, facevano a gara per andare a congressi o prendere incarichi per brevi periodi in sedi distaccate per poter andare a zoccole.

Le due tizie alla fine si sono divertite e non hanno fatto nulla di più di quello che fanno normalmente centinaia di uomini, anzi..sono state anche brave a fermarsi. Che dire?

Posso solo dire che ho fatto l’accompagnatore e tutto sommato è stato divertente….che mi si aprà una nuova carriera?

80 pounds are not enough.. sorry

Oggi ho gettato uno sguardo ai termini di ricerca mediante i quali qualche povero disgraziato arriva in questa landa desolata che è il mio blog.

“Le vie del Signore sono infinite” si dice e pure i termini di ricerca a quanto pare. Ce ne sono di curiosi, di strani, di folli ed anche di più.  La ragazza con la valigia ci ha dedicato una pagina ed ha fatto benissimo.

Oggi uno mi ha fatto ridere come pochi.. in parte perchè è attinente ad un mio recentissimo passato ed in parte perchè vuol dire proprio non avere l’idea di cosa si cerca..

In pratica un tizio è arrivato a questo blog cercando con google : ” escorts a londra a meno di 80 pounds”.

Ora.. calcolatrice alla mano 80 pounds equivalgono a circa 88 euro!!!!

A questo punto occorre che dia qualche dritta a questo caro amico probabile aspirante puttaniere (ma penso resterà solo un’aspirazione..).

Caro amico..a Londra con 80 pounds… se riesci passi una serata con  una scura, intesa come guinness al pub.  Le escorts, intendendo per escort ragazze di un certo livello, non le tossiche che trovi a king’s cross, per 80 pounds non ti stringono neanche la mano.

Ed a dire il vero…anche in Italia mi sa che devi continuare a fare affidamento su Federica perchè con 88 euro di escorts trovi poco o niente.

Sai cosa posso fare? Mandami una mail che ti metto in contatto con Confucia…magari con 80 pounds puoi combinare ….

O Silvio, mio caro puttaniere.

Siccome siamo in una democrazia dove c’è ampia libertà di stampa e quindi non c’è pericolo che i video con le dichiarazioni della D’Addario spariscano come neve al sole …ho pensato di riproporli.

Una piccola letterina a Silvio…

Silvio, caro amico puttaniere di lungo corso, devi stare tranquillo ed ammettere le puttanate che fai. In ogni caso sono meno gravi delle puttanate che dici…tipo quella del milione di posti di lavoro. Rilassati e pensa a Clinton, lui per un pompino a momenti perdeva la Casa Bianca, tu per un pompino hai dovuto fare solo una Ministra e rischi di perdere Villa San Martino ma ne hai altre di residenze .. in sardegna, ai caraibi…ad hammamet…

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Tamzin

Ero indeciso tra i ricordi di una brumosa Londra o di una solare Russia. Sì, solare perchè la Russia può essere solare. Duval me l’ha fatta ricordare con un gioco di incastri passati.

Però ho deciso di tornare con la mente a Londra, circa un tot di anni fa. E lì ho incontrato Tamzin.

Cosa dire di più di quanto detto prima con Christine? Londra, soldi..solo ..ect. ect. la pasticceria.
Tamzin era una delle paste esposte. Meravigliosa.

Era un incrocio di razze e come spesso succede era il meglio di tutte e due. Metà tamil e metà inglese. Mai capito se di madre o di padre ed a dire il vero mai fregato nulla di saperlo.

Come già scritto, a Londra c’erano (e pensano ci siano ancora) agenzie tematiche, se volevi una ragazza di colore chiamavi un’agenzia, se volevi una ragazza asiatica un’altra e così via.

Una sera chiamai un’agenzia che mi mandò Tamzin.

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Era stupenda, quando entrò nella mia piccola camera rimasi senza parole e non è una cosa che mi capita spesso.

Bella, alta, un gran portamento, due tette da paura e quando vi dico da paura fidatevi, enormi e naturali.

Mora con una carnagione meticcia che faceva risaltare gli occhi, scuri e profondi più del fondo profondo che ci sia. Ed un sorriso che apre il cuore.

Sbrigate le formalità economiche, mi ritrovo a parlare con lei ma anche ad accarezzarla e tutto il resto. Non sono bravo a scrivere di incontri erotici, questa è una cosa che lascio ad altri più bravi ma posso dire che è stata una vera bomba.

Dopo si parla ancora e si mangia qualcosa insieme, ha un cervello mica da ridere la ragazza. Il mestiere lo ha scelto autonomamente e senza tanti problemi. Mi dice che per una mezzo sangue come lei non ci sono molte prospettive. Gli inglesi di origine indiana non la amano e gli inglesi puri amano le sue tette e basta.

Così decide di usarle e diventa accompagnatrice. Lo fa da circa due anni (mi dice di avere 20 anni…forse penso io…) e di aver già comprato una casa. Non una reggia ma una piccola casetta standard tipicamente inglese con un piccolo giardino sul retro. Per lei è il raggiungimento di un obbiettivo. Ora sta pensando ad un investimento diverso.

Ne parliamo tra una patatina ed un’altra e mi sembra di seguire un seminario sulle possibilità d’investimento in Inghilterra tenuto da una splendida pettoruta mezzo sangue sdraiata nuda sul letto della mia camera e penso che se i seminari fossero così……

Alla fine mi saluta e se ne va. Per il momento. Il giorno dopo non ho un cazzo da fare ad allora chiamo l’agenzia e fisso un altro incontro con Tamzin.

Lei quando arriva mi sorride ect. ect ect e poi mi dice seriamente :” tu devi essere molto ricco”.  Le chiedo perchè e lei mi dice che lei costa parecchio e quindi..

Vero, non è a buon mercato ma si vive una volta sola..(leggere Christine e capirete..).

Passo un’altra splendida serata con lei a parlare ed ovviamente a consumare. Non lo nego, ho consumato e parecchio. Tamzin è solare e irradia tutto intorno un’aura benefica. Dal punto di vista sessuale, un vulcano si definirebbe freddo al suo confronto. Però…

Però terminato diventa veramente una professionista. E’ da lei che ho imparato ad apprezzare le professioniste rispetto alle improvvisitate, le pseudo no prof.

Ti dà tutto e niente ma in ogni momento ti dà quello che vuoi. Quando se ne va, la saluto e lei mi dice che è stata bene e ci credo ma non l’ho più chiamata.

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P.S. è un esperimento, musica..racconto e forse ..non so..però ho voluto provare qualcosa di diverso.
Magari ci sarà una seconda parte..magari no.

Christine

Prologo: tempo e luogo

Londra, tanto tempo fa.
Come si fa a non innamorarsi di una città così quando non si hanno grossi problemi, non si hanno vincoli e ti girano un pò di soldi in tasca?

In quel periodo della mia vita ero in questa idilliaca condizione; giovane ma non troppo, nessun vincolo particolare, discreta disponibilità finanziaria dovuta ad un buon lavoro e nessun mutuo da pagare. In questa condizione mi trovo a vivere a Londra per circa un mese. Li chiamano “stage formativi”, in realtà per me è una vacanza a tempo pieno.

Prendo casa in una zona centrale. Il primo tentativo è un disastro allucinante, contatto un’agenzia che mi trova una “kind location”…vicino a Kings Cross Railroad Station. Tradotto in pratica mi trova un cesso di camera in una specie di ostello vicino alla stazione di kings Cross, quella dove son bruciate una valanga di persone durante un incendio.

A parte il cesso in comune con un gruppo di sconosciuti che ad occhio e croce hanno molti anni meno di me ma molti più problemi di me a far quadrare i conti e forse anche qualche problema con il corretto uso di sostanze derivanti dall’oppio, il resto della camera è semplicemente la copia del cesso di cui sopra. La “location” è inserita in un angolo magnifico con vista su “pizza hut” e conseguente usufrutto gratuito dei profumi ed aromi provenienti dal medesimo. Se si considera che il bianco è un colore non frequentissimo tra i frequentatori notturni dei marciapiedi circostanti, ecco il quadro di un perfetto luogo dove poter spararsi in santa pace ed averne tutte le attenuanti del caso.

Passo due notti nella mia magnifica stanza, dormendo poco ma stringendo una sana e sincera amicizia con una famiglia di blatte che vive lì da tre generazioni. Di giorno passo il tempo alla ricerca di un alloggio dove trasferirmi anche se so che così facendo spezzerò il cuore al mio vicino di camera, un giovane spagnolo arrivato due giorni prima di me che al mio arrivo mi ha abbracciato come se fossi un fratello. Ero la prima persona “normale” che incontrava da tre giorni.

Finalmente il terzo giorno trovo una sistemazione alla portata delle mie finanze. Detto per inciso, sarei stato disposto a rubare il Tesoro della Corona pur di andarmene. La nuova “location” decisamente più accogliente. Mi sono trovato un’altra camera a Knightsbridge. Come dire dalle stalle alle stelle. Per chi non fosse pratico, è (..era..forse lo è ancora..) una zona molto carina, a due passi da Hyde Park, vicino ad Harrod’s, vicino alla mitica King’s Road (la strada famosa per la moda)..insomma come si dice “ho svoltato”.

L’affitto anche ha svoltato e di parecchio ma si vive una volta sola ed allora..

Al quarto giorno, mi sveglio, apro la finestra e vedo in lontananza uno spicchio di parco e poi si dice che la felicità è difficile da ottenere!

Per tre o quattro giorni cazzeggio in giro per le strade come un deficiente, avete presente i film tipo “un americano a parigi” o roba simile? Il mio stage non è ancora iniziato e quindi posso cercare di godermi la città e capire come muovermi.

Scopro la Londra delle piazze e delle vie più strane e poi passo alla Londra turistica con tutte le fermate classiche che è inutile elencare. Cosa rimarchevole, un baretto italiano con autentico caffè nel cuore di Soho.

Soho invece è una delusione pazzesca, la vita del quartiere del vizio londinese è una mestizia. Molto meglio spostarsi lungo “the thames”. Ci sono poi una serie infinita di locali tra convent garden e la zona dei teatri. Discoteche un pò dovunque e scopro la zona di Camden. Insomma, la prima settimana mi diverto a cazzeggiare a destra e sinistra come pochi.

Comincio lo stage, impegno minimo e frequenza solo al mattino, in pratica è una pacchia. Tra l’altro non è neanche molto lontano, zona paddington. Apro una parentesi. Paddington è una zona, a mio parere, molto bella con tutta una serie di case old style con i colonnati bianchi che risulta contaminata da una forte presenza di Indiani. Non so se questo ha influito ma la zona è anche un pullulare di annunci per incontri a pagamento.

A dire il vero, questa è una delle cose che ho visto subito. La prima volta che ho telfonato da una cabina, mi sono stupito; tutta la cabina era ricoperta di andesivi e bigliettini da visita di escort, accompagnatrici, sadomaso, etniche, call-girls, call-boys…ect ect. insomma tutto il campionario era a portata di mano. La sensazione era quella di un bambino lasciato da solo in pasticceria.

E qui comincia la storia.

Parte prima : la pasticceria ovvero sesso facile

Cosa fa un bambino lasciato solo in una pasticceria? Ovvio… assaggia le paste.

Ed ecco che un giorno mi trovo al regent’s park seduto su una panchina con un biglietto da visita in mano. Biglietto nero con una scritta oro in corsivo grande  “Mercedes” e più sotto “the dreams become truth” e dietro solo “call at xxxxxxxxxxxxx).

Si vive una volta sola…..ricordate?

“Hello, mercedes speaking, may I help you?” Certo che puoi aiutarmi…e così tra una battuta ed un pò di imbarazzo fisso l’incontro. Non è proprio a buon mercato, anzi direi caruccio ma fa niente. Non sto a raccontare come è andata, è andata ed anche molto bene.

E tutto comincia così. Se fosse andata male forse non sarei qui a raccontare e scrivere.

Dopo Mercedes provo qualche altra ragazza. Qualcuno può dire “ma scusa perchè non te ne cerchi una senza pagare? una ragazza normale come tutti”. Beh, in effetti ho trovato anche un paio di ragazze “normali” ma la normalità è un concetto molto relativo in Inghilterra ed a Londra specialemente. Una sera passo la serata in un pub a bere birra e giocare a dards e perdo senza ritegno però mi rifaccio con lo snooker. Tra un dard, una birra ed una partita a snooker, faccio amicizia con gli abitueè del pub. E’ una cosa difficilissima e rara. di solito il gruppo dei frequentatori abituali non caga mai i nuovo e men che meno i turisti ma forse perchè perdo molto a freccette divento simpatico.

Al momento della chiusura mi ritrovo con due ragazze del gruppo, nulla di speciale, carine ma nella media. “Italians do it better” e cazzate simili ed alla fine mi trov a dormire da loro. Dormire..eufemismo per dire che mi trovo a passare la notte con loro. Non sono mai stato un amante dell’orgia, dell’ammucchiata; non mi piace il traffico “on the bed” però sarà stato l’alcool o altro alla fine è andata a finire così con due ragazze “normali”.

Frequento anche una ragazza dle mio stage, frequento nel senso che talvolta si esce a mangiare e finito lì. E’ una ragazza ungherese che dice di essere imparentata con non so chi di importante del suo paese. Molto carina ed anche un pò strana. sarà anche imparentata con una persona importante ma un giorno mentre mangiamo seduti su una panchina di un parchetto mi chiede se posso farel un favore. “Ma certo” risponde il tacchino italiano d.o.c. (Di Origine Cazzuta). “Mi puoi prestare 50 pounds?” è l’angelica richiesta. Ora, la ragazza ha circa ventidue anni, bionda, un bel fisico, due occhioni blu che ora sono modello cucciolo di cooker e mi fissa speranzosa. Che pensate abbia risposto un autentico gentleman italiano d.oc.?  Esatto, proprio quello. Per inciso non ho secondi fini ma resto un pò sorpreso dalla richiesta e comunque anticipo che il suddetto prestito è ancora da essere saldato a distanza di anni. Diciamo che ho finanziato lo sviluppo di un paese emergente dell’est europa.

Ecco spiegato il perchè del ricorso ai biglietti ed agli annunci. Molto più rilassante e meno complicazioni e fraintendimenti. Se esco con una call- girls e questa mi chiede dei soldi non resto sorpreso, è normale. se esco con due e ci finisco a letto, non sono sorpreso, è normale. Si vive una volta sola e che cazzo..almeno in maniera tranquilla.

La scelta è vasta ed articolata, è un supermarket aperto 24 su 24. Ci sono agenzie settoriali ed etniche per gli amanti del genere. Io non ho gusti particolari e quindi vado su cose classiche. Una sera chiamo un’agenzia e mi risponde un tizio abbastanza gentile, fisso l’incontro e mi manda a casa la ragazza:Christine.

E qui comincia un’altra storia.

Parte seconda: Lei

Christine arriva puntuale come un orologio svizzero. Apro la porta e lo spazio è occupato da una massa di capelli biondi ricci, mossi…e da un sorriso favoloso. Occhi verdi con riflessi dorati sorridenti e splendenti di luce propria. “Hi, i’m Christine” ha una voce bellissima, cordiale e gentile, allegra. Definizione del momento: una ragazza solare.

Per prima cosa regolo le questioni finanziare con la solita busta e poi cominciamo a parlare un pò. Beh..non parliamo per molto a dire il vero perchè onestamente non resisto molto a guardala solamente. Che dire di quello che è successo? Posso dire che è stata un’esperienza notevole, lei sorride, ride e poi sorride ancora. Io spesso sparo cazzate in inglese e le parlo di tutto e di più. Alla fine ci troviamo a parlare e molto di cose nostre tra un drink, una risata ed un bacio. Alla fine della serata ci salutiamo e mi dice “You are very funny, thanks”.

Alla mattina non vado allo stage, vado al parco, non ad Hyde Park, prefersico l’altro quello vicino. Resto lì per un pò a guardare in giro poi vado in metrò sino a Convent Garden e resto lì a guardare chi ha la testa più grossa. Ho la testa ovattata, mi sembra di camminare 30 centimetri da terra o vicino al cielo a seconda dei punti di vista. Ho una sensazione spazio/tempo decisamente falsata. Nel tardo pomeriggio rientro nella mia cameretta e chiamo Christine.

Mi ha lasciato il numero di casa sua. La sera prima mi ha raccontato che vive con la sorella che ora è via. hanno registrato una canzoncina come segreteria telefonica che dice sia uno spasso. Faccio il numero.

“hello…….” e comincia una canzone a due voci che è un disastro ma decisamente divertente perchè si sente che registrata in un momento in cui il tasso alcolico è andato a farsi un giro al di fuori del fegato ed ha passato la serata con il duodeno.

Alla fine della segreteria lascio un messaggio con il mio numero di telefono. Frasi che non vogliono dire nulla ma che al momento mi sembrano intelligenti e belle. Dopo circa una mezz’ora squilla il telefono. E’ lei.

“hello funny italian! How are you?” Comincia così ed è già finita o forse è iniziata..non so cosa, ma so che in quel preciso momento “qualcosa” è successo. Ridendo e scherzando organizziamo di incontrarci per la serata. A pagamento sia chiaro.

Già che siamo in tempo decidiamo di andare a mangiare qualcosa insieme. Idiota..non so neanche dove portarla! Non conosco altro che i posti dove mangio tramezzini o altre schifezze in qualche pub e l’ho invitata a mangiare fuori! Christine arriva puntuale come sempre, anche un pò in anticipo e se ieri mi era sembrata bella, ora ne sono sicuro: è bella. Io non so ancora dove andare e lei deve aver capito che sono un pò incasinato. Propone lei un posto vicino. Ok, andata. E’ un posto molto simile a quelli dove vado io, tramezzini, qualche schifezza e nulla di più. Una birra e qualche schifezza che onestamente non so cosa sia ma non mi importa. Lei è davanti a me e questo basta ed avanza. Mi racconta che vuole farsi il seno nuovo, vuole aumentarlo. A me pare che stia a posto così com’è. “Noooooooo .. i want to became a third page girl!”. Per chi non fosse pratico, la ragazza della terza pagina è riferito al quotidiano “The Sun” che in terza pagina ha l’abitudine di inserire la foto in topless di starlets varie ed è la pagina più letta del giornale che per il resto fa sembrare il “Corriere dei Piccoli” un’autorevole testata. Continuiamo a discutere della dimensione delle sue tette ed in generale della dimensione perfetta delle tette. Tutto questo con un tono di voce normale e la cosa vedo che interessa anche gli altri avventori che con sguardi più o meno competenti buttano un occhio sulle tette di Christine.

Usciamo e siamo naturalmente abbracciati. Andiamo verso la mia “home, sweet home”.

E qui comincia un’altra storia.

Epilogo: …..e così sia

Apro la porta della mia cameretta ed entra la luce cioè Christine. Questa volta non regolo la questione finanziara o meglio non ho tempo perchè mi fionda un metro di lingua ed esplora le mie tonsille. Vista la temperatura ambiente ci spostiamo in luogo più consono ed iniziamo…… “Wait a moment…” mi dice e cerca qualcosa nella borsetta; qualcosa è un modo diverso di dire “condom”. Di solito non ci mette molto ma stavolta la perquisizione è più lunga del dovuto. “Damned..” capisco che qualcosa non va o meglio che il “qualcosa” non si trova. In pratica non abbiamo condom e la cosa non è piacevole vista la situazione del Big Ben che si trova dalle mie parti inguinali. Ci guardiamo..risata imbarazzante e poi decisione: ci si riveste e si va a cercare i condom. Beh..situazione un pò strana ma alla fine divertente. Usciamo ridendo e lei mi prende in giro chiedendomi perchè ho una banana nella tasca dei pantaloni…”are you hungry?” che detta così, in questa situazione è una cosa piena zeppa di doppi sensi.

Il primo posto dove cerchiamo ci dice male, niente condom. Proviamo un self aperto ma anche qui non ci sono. Ma hanno deciso di scopare tutti stasera? La ricerca ci porta in un altro posto ma orami è tardi ed è chiuso. Torniamo indietro, sembra impossibile ma non ho trovato un condom. Sono abbastanza rassegnato ed anche il Big Ben segna le sei e mezza in tutta tranquillità. Christine mi guarda e mi dice che le spiace, che domani se voglio possiamo vederci..non c’è problema figurati. Un bacio e poi un altro. Mi guarda ancora e poi ricomincia e ci ritroviamo sul letto ed il Big Ben è tornato a mezzanotte. Provo a dirle che non è …mi chiude le labbra con un dito e mi dice che si fida. Al momento non capisco ma è solo questione di un momento. Il resto della notte..beh non ci vuole un genio a capire come è andata.

E’ rimasta con me tutta la notte. Non abbiamo parlato di questioni finanziarie. L’ho accompagnata a casa. Un bel appartamento, carino, disordinato all’inverosimile come solo può essere l’appartamento di due ragazze che non hanno voglia di sistemare casa. Mi fermo per un thè e poi già che sono lì andiamo mangiare qualcosa. E’ giovedì, domenica ho l’aereo per l’Italia.  La saluto con la promessa che tra poche ore sarei stato da lei. E così è stato.

In pratica mi trasferisco da lei, mancano tre giorni al mio aereo e si vive una volta sola…..

Avete presente quei film strani con lui e lei che vanno in giro sorridenti con le faccie deficienti con la musichetta allegra.. sole e vento nei capelli..ecco i tre giorni seguenti sono stati così. Ho passato tre giorni in un’altra dimensione. Sesso? Tanto e di più  ma non solo. Le cose più belle ed i ricordi più belli sono altri. Ad esempio quando in cucina mentre mangiavamo un pezzo di pizza (pizza hut…), lei insisteva per insegnarmi la sua canzoncina della segreteria. Che c’è di divertente? Provate a cantare con in bocca un pezzo di pizza (pizza hut..intendo) con una ragazza nuda seduta sulle vostre gambe e poi mi direte ….

Poi è arrivata domenica. “Sunday, bloody sunday” è una canzone degli U2 e tratta di tutt’altro ma quella domenica è stata veramente maledetta. Però non è stata triste come si può pensare. Il mattino ci ha trovato svegli, abbiamo passato la notte a parlare e solo a parlare. Mi ha accompagnato all’aereoporto, l’ho vista per l’ultima volta attraverso un vetro e mi è sembrata più bella del primo giorno. Un saluto, un sorriso e via, si vive una volta sola…

Non ho mai più rivisto Christine, sono stato a Londra altre volte ma mai mai ho trovato il coraggio di provare a telefonarle, di cercarla. L’ho fatto una sera qualche anno fa. Una sera speciale in cui la testa va per conto suo e si tracciano linee immaginarie di bilanci di vita e si fa la conta delle cose buone e delle cose cattive che uno ha fatto. Il numero è sempre lì, l’ho ancora adesso a distanza di anni e così quella sera l’ho chiamata. Sono stato fortunato, non lei c’era ma c’era una canzoncina.

….si vive una volta sola….ma dentro si muore tante volte.

Racconto d’inverno

Era un freddo dicembre del 1991 eppure la gente girava per le strade mangiando gelati a volontà, anche due o tre per volta. La prima volta che ho visto una cosa del genere sono rimasto di sasso; mi avevano detto un mucchio di cose ma questa era una novità. Poi la gentile interprete mi disse che era un modo come un altro per mangiare; il potere calorico del gelato era un valido aiuto alla dieta base dei moscoviti e dei russi in generale, il fatto che fosse dicembre poco importava ad un popolo abituato a temperature rigide e poi la consistenza del gelato russa era diversa.

Poco convinto mi spronò a fare una prova e aveva ragione; consistenza diversa, gusto ottimo e molto pastoso, un buon dessert che potevi effettivamente mangiare anche mentre cadeva la neve. Al noiosissimo pranzo di circostanza la vidi.

Alta, capelli leggermente ramati, un viso dolcissimo ma ben delineato e forte. Quando sento parlare delle donne russe la maggior parte delle volte viene fuori la parola “contadinotte”. Può darsi, il clima e il duro lavoro hanno segnato i volti delle maggior parti delle donne ma accanto a loro puoi trovare dei visi di una bellezza sconvolgente che ti lascia senza fiato.

Più di una volta mi son fermato a guardare bambini per strada che erano la personificazione dei putti di Giotto o Michelangelo. Natasha, apparteneva a questa seconda categoria di donne, se fossero stati furbi in quel momento avrei firmato qualsiasi cosa pur di andare via da solo con lei. Finalmente riesco a parlarle, buon inglese studiato all’università, meglio del mio.

Mi sgancio dall’interprete e le chiedo di accompagnarmi in giro per la città, scusa banale ma sempre efficace.Con sorpresa accetta e iniziamo a girare per una Mosca ancora segnata dal tentativo di golpe. La facciata della white house moscovita, il parlamento, porta ancora i segni delle cannonate dei tanks. Il freddo è terribile quando arriviamo alla via Arbat ma all’improvviso tutto passa.

Con lei a fianco entro in un mondo nuovo ed antico allo stesso momento. Bancarelle con tutto il possibile e l’impossibile; orologi russi a fianco di stupendi servizi di porcellana, preziosa ambra baltica insieme a fini avorii intarsiati. Paccottiglia infinita del passato regime, foto di Lenin, Stalin e di chiunque altro abbia avuto una qualche carica, busti di ferro o gesso o come tu lo voglia.Bandiere rosse, americane, i primi punk, cambiavalute abusivi che cambiano un dollaro a 55 rubli mentre il cambio ufficiale è fermo a 2,80 se non ricordo male.

In mezzo a quest’umanità, Natasha che con calma e un dolce sorriso mi accompagna e mi guida tra una bancarella e l’altra. Chiede prezzi, mi consiglia cosa prendere e cosa tralasciare. Non si accorge che non sto guardando le bancarelle ma lei e solo lei; il leggero nevischio che cade le ricopre i ciuffi di capelli che fuoriescono dal suo colbacco, sarà il freddo o sarò io ma i suoi occhi brillano di una luce speciale.

Dopo un po’ andiamo in una traversa dell’Arbat dove girando un po’ a destra e un po’ a sinistra, troviamo finalmente un piccolo caffè in una vecchia cantina che il nuovo spirito pseudo capitalista ha fatto sorgere. Il “chai” tè russo servito nel classico bicchierone di vetro mi scalda come non mai o forse il fatto di essere lì con lei mi basta e avanza.

Resto a Mosca per altri cinque giorni. Natasha non l’ho conosciuta come escort, l’ho conosciuta in maniera diversa. E mi ha fatto conoscere in maniera diversa un grande Paese.

Luglio 1996 sono tornato a Mosca per l’ultima volta.

Il vecchio Inturist vicino alla Piazza Rossa è un residuato bellico confronto ai nuovi alberghi. Per le strade le mercedes e bmw dei nuovi ricchi sfrecciano in mezzo alle lada. Passo dall’Arbat e un’infinita tristezza mi colpisce appena vedo una bella insegna “Pizzeria Bella Italia”. Forse sono gli stessi italiani mafiosi che incontrai nel night del “Pribaltiskaja” a San Pietroburgo nel 1992 e che discutevano amabilmente di cosa “importare” ed “esportare” fiduciosi del fatto che il napoletano non è lingua di facile accesso se non si hanno amici napoletani.

Dove c’era un fantastico negozietto di antichità, ora c’è uno stupido negozio di vestiti. Per strada non mi fermo più ad osservare i bambini; alla sera vedo solo ragazzine che aspettano lungo la strada. Il progresso non può essere fermato; forse…. ma in alcuni casi dovrebbe essere fermato.

Non ho più rivisto Natasha; non ho mai voluto rivederla, forse ho fatto bene o forse ho fatto male,di certo questa storia mi rimarrà dentro e sarà sempre uno degli innumerevoli incroci che ho dovuto affrontare nella vita e dove il mio destino è cambiato a seconda di quale strada ho preso.

Con affetto Bibi

P.S. Stanotte a mosca ha nevicato e fa freddo.

PP.SS. Ho deciso di riprendere le quattro stagioni. “Racconto d’inverno” è una cosa scritta tanto tempo fa e pubblicata in un forum e che ho riportato integralmente; anche gli altri racconti sono oramai già stati scritti ma non è detto che non farò integrazioni.

Una nota a margine del già inserito “Racconto d’autunno”: è un racconto che va interpretato localizzandolo nel forum dove è stato proposto ed avendo una minima esperienza del vissuto raccontato.

Nuova iniziativa

Penso di essere arrivato al termine del viaggio. Questa è stata una bella esperienza maforse è finita. Ho fatto altre cose e son tornato ad altre cose che mi piacciono di più. Se poi queste andranno a finir nella palta…pazienza. E’ qualche tempo che studio ed imparo. Ho deciso di metter su un forum. Tutti dicono che i forum son finiti; può essere ma i blog mi annoiano e quindi torno al primo amore. Tra breve inserirò il linke se qualcuno vorrà visitarlo…prego.

Attenzione però!!! Forum vietato ai minori dato che tratterà sempre e comunque di un argomento “proibito” e cioè escort, sesso ed affini. A presto e buone feste.

Una storia rumena

Come molti ho avuto anch’io occasione nelle mie frequentazioni di incrociare delle escort rumene. Oddio, magari definirle “escort” è forse troppo, meglio magari il termine “loft” ma poco importa.

La chiamerò “Gala”, nome di fantasia anche perchè non so che fine abbia fatto. E’ una storia cherisale a qualche anno fa, direi circa 7 o 8 per la precisione. Era il mio periodo di “ritorno” all’attività di fruitore di servizi di sesso a pagamento (puttaniere in vulgaris…).

In quelperiodo ero ancora molto legato all’uso della carta stampata e così gli incontri venivano  selezionati e scelti in base agli annunci sui vari quotidiani. “AAaaaaa ect” o “Massaggi…ect” che però volevano dire solo una cosa. Anche lì c’erano dei segreti che “l’esperto” conosceva, alcuni giornali erano da evitare, altri erano solo per un certo tipo di servizi (basso livello) altri erano per escort di lusso..insomma non era semplice e forse il divertimento era tutto lì.

Ogni tanto cercavo anche di trovare qualcosa che fosse diverso dal solito, in pratica di “scoprire” qualche ragazza particolarmente interessante. Su un giornale noto per l’elevata possibilità di “sole” trovo un annuncio un pò naif e così mi lancio. Telefonata: voce gradevole con un leggero accento straniero ed in breve combiniamo.

Quando la vedo resto sorpreso. Gala è una gran bella ragazza, niente da dire. Tralascio le parti che solitamente interessano di più nei vari forum dedicati e cioè gli aspetti tecnici dato che non avrebbe molto senso. Diciamo solo che siamo quasi ad un 10.

Episodio curioso che vale la pena di raccontare.

Location: motel alla periferia di milano

Personaggi: due, io e lei

Costumi: nessuno in quel momento

Ciack, azione: lei si alza e va in bagno poi non riesce più ad aprire la porta per uscire.Provate ad immaginarvi cosa mi è passato perla testa in quei minuti.

A parte l’episodio, lego subito molto con Gala. Scopro che è al suo secondo giorno di “lavoro” e che non conosce molto bene “cosa” e “come” deve farlo. Breve bigino sulle varie situazioni ed una preghiera di attenersi sempre a “certe” regole e poi con il passare del tempo mi racconta un pò anche di lei. Rumena originaria della zona dove imperava il conte Vlad. Poco o niente in Romaniae quindi decide di fare il salto della quaglia e lo fa in un altro paese dove si sposa. Fine della prima parte della storia per fine del tempo.

Dopo un paio di giorni ci risentiamo e la rivedo. Questa volta a casa sua. Riprendiamo la storia e così mi fa vedere l’album delle foto del matrimonio,la cosa strana è che manco ho visto le mie. Allafine mi racconta che ha lasciato il marito e si è trasferita in Italia da un’amica ed ha anche trovato un lavoro. Piccolo particolare; con il lavoro si paga a malapena l’affitto ed allora quando ha finito i soldi ha cercato una soluzionee visto che dove lavora tutti le stavano dietro ha pensato di mettere a frutto questo aspetto.

Ci vediamo ancora per parecchie volte. Gala è forse stata l’unica che ho frequentato un certo numero di volte; solitamente avevo fatto mio il motto di Paganini ma Gala è stata l’eccezione. Quando mi sono accorto che le cose avevano preso una piega che non mi era consona,l’ho vista per un’ultima volta e poi basta. Gala era solare,divertente e per niente sconvolta o preoccupata,aveva scelto lucidamente cosa fare ed in autonomia.

Passano anni e poi un giorno di quattro anni fa ritrovo un biglietto con il suo numero di telefono.Curiosità, follia o chissà cosa e la chiamo.

Con mia grande sorpresa mi risponde, il telefono è sempre attivo. Con gioia ma anche imbarazzo mi faccio riconoscere e così decido di passare a trovarla subito. Abita in una bella zona di Milano ora, non un grande appartamento ma carino. Faccio fatica a riconoscerla, è cambiata e parecchio. Il fisico che prima era un pò ruspante è ora uno spettacolo; alta lo era sempre stata ma adesso è anche più slanciata, dimagrita di qualche kilo nei punti strategici e forse aumentata in altri.

Il colore dei capelli è cambiato e pure il taglio. Il sorriso è sempre quello invece. Mi insulta con allegria chiedendomi dove fossi finito.Scopro che lei ha ovviamente continuato, anzi si è “evoluta”. Dalla carta stampata è passata agli annunci sulla rete, è stata una delle prime ad entrare nel web.

Mi dice che ha cambiato “clientela” , è passata ai clienti da un milione come minimo e con gusti anche strani. Mi racconta di un tizio di Firenze che la pagava una cifra per andare a Firenze per il fine settimana e tutto quello che succedeva era che il tizio si spippettava con le sue calze.

E così di seguito.Ora aveva un “ragazzo” o meglio uno che la manteneva e di tanto in tanto aveva qualche cliente affezionato. In pratica stava bene. Non riceveva più a casa ma oramai ero lì e quindi….

Non l’ho più rivista e non l’ho più chiamata. Ho ancora il suo numero di telefono, un giorno di due anni fa mi trovai per caso a passare sotto casa sua ed ho visto che il suo nome è ancora lì sul citofono. Ora spero solo che qualche pirla non la prenda a calci perchè è rumena.