Tra qualche giorno è Natale. Forse sarebbe meglio dire che tra qualche giorno sarà il 25 dicembre e che casualmente ci sarà anche il Natale.
Per “Natale” intendo quello vero che c’era un pò di tempo fa, quando ero bimbo. Com’era? Era così.
Il Natale cominciava circa una quarantina di giorni prima. Mi ricordo che da piccolo c’era l’usanza di fare o comprare una specie di calendario. Ricordo che dovrebbe essere legato all’Avvento ma non ho voglia di ricorrere a wikipwndia o google, chi ha voglia se vada a cercare.
Ad ogni modo questo “calendario” l’ho ritrovato anche nella tradizione natalizia tedesca quando fui ospite presso amici. In pratica era un cartellone con tante finestrelle ed ogni finestrella rappresentava un giorno ed ogni giorno ne veniva aperta una, più difficile spiegarlo che farlo..
Sotto la finestrella c’era un angioletto od una stella o qualcosa di simile. Si potevano acquistare oppure si potevano fare a casa, nel mio caso era questa la soluzione. Il lavoro di preparazione era la parte più bella. Ora non mi ricordo come cavolo facevo di preciso (anche perchè c’era l’aiuto prezioso e decisivo di mia madre) ma il risultato era bello e non vedevo l’ora ogni mattina appena sveglio di aprire una finestrella; ogni apertura era un giorno più vicino Natale.
Una volta, quando ero più grandicello, vidi una cosa così con una variante favolosa; quando si aprivano le finestrelle si trovano dei cioccolatini al posto degli angioletti. L’avessi avuta da piccolo…
Poi c’era la preparazione dell’albero e del presepio. Albero o presepio erano come Bartali o Coppi, dividevano l’Italia in fazioni bellicose. Io, per non sbilanciarmi, facevo sia uno che l’altro ed ero contentissimo della scelta.
L’albero era meno complesso da fare ma richiedeva uno studio accurato delle luci (mica avevo le migliaia di luci cinesi che ci sono oggi..) e del posizionamento dei “pezzi” migliori per poterli evidenziare. Ricordo una boccia speciale, era di vetro soffiato, blu cobalto con un’inserzione cromata che ne faceva risaltare la bellezza. Era la mia preferita ed era sempre l’ultima a trovare posto. Anche la punta era importante, era il culmine e doveva splendere di una luce tutta sua.
Il presepe era molto più complesso e laborioso, talvolta prendeva giorni interi. Chiaro, se volevi farlo bene. Io avevo la fortuna di poter trovare senza problemi il muschio, cosa che in città era molto più difficile. Il muschio fresco garantiva una bellezza in più al presepe. Negli ultimi presepi che ho fatto, avevo anche inserito un piccolo fiume ed era bellissimo. Anche qui avevo un pezzo preferito, era l’asinello. Non era niente di particolare, aveva anche uno zoccolo rotto ma a me piaceva e non so perchè.
Quando l’albero era pronto, il presepe pure e si apriva l’ultima finestrella…era Natale.
Ed ora i regali!!
Insomma, non era proprio così. I regali di una volta non erano propriamente i regali di adesso. Devo dire che non mi è mai mancato nulla ma non avevo certo tonnellate di giochi. Forse è stato anche un bene perchè così giocavo fuori casa. Uno dei regali più belli che ricordo ed ero molto ma molto piccolo è una macchinina a pedali rossa. La mia ferrari personale. Avrò avuto quattro o cinque anni ma è stato il gioco con cui ho passato più tempo penso.
Questo è il Natale che ricordo con più piacere. Con il tempo il Natale è cambiato e parecchio. Sono diventato grande e non ho più fatto il presepe, l’albero qualche volta ma il più delle volte lo faceva mia madre. Ovviamente di calendario non se ne parla proprio. I regali sono diventati la parte più importante, forse l’unica.
Ed è cominciato ad essere stressante.
Sì, a Natale spesso mi stresso. Corri di qui, vai di là, compra questo, compra quello. Il regalo per tizio, caio..sempronio.. tito…e qualsiasi testa di cazzo che per un particolare motivo ho avuto a che fare per lavoro o altro. Gli amici, le amiche, i parenti e tutti gli altri. A questa ricerca del regalo si è ridotto il mio Natale. Anzi, si ERA ridotto, da un pò di tempo ho smesso di fare regali e prego tutti quelli che conosco di non farmene.
Non ho bisogno che qualcuno mi regali una cravatta orribile od un libro che non leggerò mai. Se ho bisogno una cravatta, entro in un negozio anche ad aprile e la compero. Se ho voglia di leggere un libro lo compero anche ad agosto. Non è necessario che tutte queste utilissime cose mi arrivino a dicembre.
Così tutti quelli che mi conoscono oramai lo sanno ed evitano di farmi regali ed io evito di farli a loro con buona pace dei negozianti. Da quando faccio così, sto meglio, mi godo un pò di più il periodo natalizio, però mi chiedo sempre se ha ancora un senso il Natale.
Sono diventato troppo sofistico..dovrei prendere le cose come vengono e farmi meno domande. Devo essere più ottimista, forse dovrei andare all’Unieuro…”l’ottimismo è il profumo della vita”.