Londra. E’ la mia città preferita, non ci sono dubbi. Oddio…se potessi scegliere magari anche la capitale di Tonga andrebbe bene od ogni altra isoletta del pacifico ma parlando realisticamente di una città alternativa dove abitare e purtroppo lavorare, allora la scelta è Londra.
Parigi o cara, non mi ha mai scaldato il cuore; è sempre rimasta fredda come le sue cazzo di aragoste crude dei suoi ristoranti. Non mi ha mai dato un’emozione che si possa considerare tale. Cosa intendo per emozione ? Esempio: quando passeggio per Roma alla sera talvolta mi viene la pelle d’oca pensando alla Storia con la Esse maiuscola che è transitata, è vissuta, è morta in quello stesso luogo dove poso i miei passi. Purtroppo quando questo capita vicino al Parlamento od a Palazzo Grazioli,allora mi viene solo da vomitare.
Vienna, altera al centro e godereccia nei suoi Heuringen, è una città che mi ha stregato e mi è piaciuta sempre molto.
Ma Londra…. è un’altra cosa. Lo so è soggettivo. Ognuno di noi ha un suo momento particolare della vita ed a quel momento è legata una città, una canzone, un colore, un piatto…qualsiasi cosa che marchia indelebilmente.
Londra in realtà è una città sporca, maleodorante, piena di schifezze architettoniche buttate alla rinfusa. La gente è tutto tranne che cordiale. Musei, gallerie, teatri ma poi il vuoto pneumatico al di fuori dei pubs dove la gente si rincoglionisce tracannando birra. Ecco….adoro tutto questo. In quel particolare periodo della mia vita ho vissuto tutte queste cose.Il Cafè de Paris che a quei tempi era frequentato da Prince con tutto il suo codazzo (quando era a Londra). Dove ho visto servire al tavolo vicino al mio una varietà imbarazzante di droghe, leggere e pesanti. Io discutevo con una polacca del più e del meno su come proseguire la serata ed un nero/negro (chiamatelo un pò come vi pare) intanto stava sistemando una decina di strisce su un vassoio con accanto un misto di canne e altre facezie simili. Il tutto con la presenza di un paio di armadi a sei ante che controllavano eventuali rompicoglioni.
Rompicoglioni che per altro non c’erano. Forse sono stato l’unico ad accorgermi del fatto. La polacca che era con me…ad onor del vero devo dire che faceva fatica a ricordare come si chiamasse. Altri due personaggi che non conoscevo, erano sdraiati..no..siamo seri…stavano scopando su un divanetto appena dietro il nero/negro di cui sopra e lontani circa 30 cm da me e la polacca. Infatti ricordo ancora le mutande rosso vivo di lei a penzoloni sulle caviglie.
Questa Londra un pò dissoluta e fracassona è quella che ricordo più volentieri. Ero giovane ed un pò incosciente; unico bianco su un metrò a Brixton eppure nessuno mi ha rotto le palle. Forse perchè ero conciato peggio di tutti gli altri…jeans che camminavano da soli, scarpe leggermente funky (non so cosa voglia dire..ma sta a significare che erano colorate e puzzolenti), maglietta comprata a King’s road con applicazioni in plastica..(uno schifo unico), una birra in mano ed una in tasca.
Ed alla mattina al lavoro ero un normale londinese, mi mancava la bombetta ma per il resto ero perfettamente nel ruolo.
A Londra c’è stata Christine ed anche tante altre a dire il vero. Alcune gratis e moltissime a pagamento. La mia insegnante di inglese gratis dopo che le feci vedere una cosa con la lingua…e non vi dico di più. Onestamente non fu solo quello, era da circa un paio di settimane che le stavo addosso ed alla fine galeotta fu la lingua ma poteva capitare per ogni altra cosa. A pagamento le ricordo tutte, ero così inglese che tenevo un registro con nomi, importi e valutazioni… un cretino in erba.
Ricordo una lite pazzesca in un locale di Camden in un teatro di cui però non ricordo il nome..ma era famoso perchè vi si tenevano dei concerti dal vivo molto alternativi e di moda. Tutto perchè il barista si ostinava a versarmi la consumazione con il misurino …. quella volta ne ho prese di certo molte più di quelle che ho dato.
A Londra ho passato un periodo così; lavoro e studio di giorno e follie e puttanate (e puttane) alla sera.
Oggi ho scritto qualcosa riguardo ad un massaggio tailandese. A Londra ho provato per la prima volta un body massage. Chiariamo che non è un massaggio classico, non c’entra nulla con i massaggi tailandesi. E’ un massaggio chiaramente erotico a fini sessuali. Non ricordo il nome, dovrei andare a cercarlo nel famoso database (sì..sono talmente pirla che quel database esiste ancora..) ma una sera telefonai ad una certa escort che diceva di essere tailandese ed offriva questa specialità. Abitava a Paddington. Arrivo e mi apre questa tizia molto carina ed indiscutibilmente orientale, che poi fosse realmente tailandese…è un pò come la storia che a “caval donato non si guarda in bocca”.
Mi fa accomodare nella stanza, mi dice di spogliarmi e fin qua nulla di diverso. Intanto lei stende una specie di lenzuolo di plastica nera sul lettone, stile quello che serve a portare via i cadaveri nei film americani (e potete pensare all’effetto erotico di tale similitudine..).
Mi sdraio e poi si spoglia anche lei. Comincia ad ungermi tutto il corpo con un olio profumato ed inizia a massaggiarmi. Bello devo dire. La cosa diventa interessante quando mi si sdraia sopra e comincia a massaggiarmi con il suo corpo (ecco perchè si chiama “body massage”). Non ho idea di come faccia ma si muove e si aggroviglia ovunque scivolando come sul ghiaccio ed è decisamente piacevole. Non nego che ricordo ancora adesso l’incavo delle sue cosce (cercate di capire da soli cosa voglio dire…) che mi scivola sulla schiena e sulle gambe.
Poi mi gira e riprende gli stessi movimenti anche se c’è un ostacolo in più adesso. Incredibile. Per farla breve, mi condomizza e iniziamo un rapporto normale. Almeno pensavo io. Invece è come avere tra le mani un’anguilla. L’olio rende tutti i movimenti bruschi estremamente pericolosi e scivolosi e quindi bisogna dosare forze ed intensità e questo, se da una parte logora ed esaspera, dall’altra aumenta il tempo e le sensazioni. Il tutto ha provocato una inconsueta durata ed una notevole soddisfazione del rapporto. Anche questo è stata la mia Londra.
La Londra che ricordo è anche quella passata nei parchi a leggere ed a dare le noccioline agli scoiattoli. Un bar italiano a Soho, unico posto dove si poteva bere un caffè italiano, si leggeva la gazzetta e si guardavano le partite di calcio. Proprio di fronte ad un locale a luci rosse, una porcata enorme. Mi raccomando, non andate mai in Inghilterra per vedere figa in qualche locale , sono solo specchi per allodole=polli. Andate dal giornalaio sotto casa e ne vedrete di più, magari guardate “striscia la notizia” o “buona domenica” ed avrete più possibilità.
Poi non ci vuole mica tanto per quello a Londra. Un giorno ero a spasso vicino a Marble Arch e precisamente a Portman Square (lo confesso, ho guardato la cartina per ricordami il nome della piazza) ed a un certo punto mi cade l’occhio su un basament. Piccola parentesi: il basament è in pratica il semi-interrato. Beh, mi cade l’occhio in questo basament e visto che gli inglesi non hanno l’abitudine di usare imposte o tende, cosa vedo?
C’era una fanciulla decisamente molto carina che completamente nuda eseguiva una serie di esercizi ginnici per tenersi in forma e devo dire che ci riusciva benissimo. Sono rimasto a guardarla per circa una decina di minuti e poi me ne sono andato.
Lo so. Ho parlato di sesso come discriminante per scegliere una città dove vivere ma non era solo quello. Era tutta l’atmosfera che c’era, la sensazione di estrema libertà, l’età, il “tutto è possibile”. Probabilmente se vivessi o provassi ad abitare a Londra sarebbe tutto diverso. Però è bello ricordare e sognare. Perchè negarsi un sogno od un ricordo?